Imparare a suonare bene la chitarra è difficile. Ci può volere una vita e tante volte nemmeno quella basta.
Ma imparare semplicemente a suonarla è dannatamente facile. Il primo giro di accordi si impara in un paio di pomeriggi. Basta una chitarra con tutte e sei le corde, un po’ di pazienza e soprattutto un amico paziente che ci accordi la chitarra e mostri le prime diteggiature. Non serve scomodare un insegnante o andare a lezione per imparare a suonare quattro accordi che ci permettano di cantare la nostra canzone preferita di Battisti, Katy Perry, Nirvana, Bob Marley o Vasco.
Ecco allora che abbiamo deciso di approfittare di questi due mesi di luglio agosto, dove tutti abbiamo più tempo, per lanciare una serie di appuntamenti dedicati all’apprendimento della chitarra da zero: utili tanto ai principianti assoluti che magari ai giovani metallari e rockettari, feroci esecutori di ritmiche in power chord, ma soggetti ad attacchi di panico se devono accompagnare gli amici all’acustica davanti a un falò in spiaggia.
Partiamo con un classico dal quale tutti siamo partiti, il “Giro di Do”.
A guidarci in questa serie di lezioni Daniele Maraspin, giovane e promettente chitarrista triestino, diplomando alla Lizard. Daniele - Bat per gli amici - suona metal estremo rigorosamente a sette corde e studia musica con passione. E’ perfetto per incarnare la figura del giovane guitar hero del quartiere al quale rubare in amicizia qualche dritta sulla chitarra.
Ma imparare semplicemente a suonarla è dannatamente facile. Il primo giro di accordi si impara in un paio di pomeriggi. Basta una chitarra con tutte e sei le corde, un po’ di pazienza e soprattutto un amico paziente che ci accordi la chitarra e mostri le prime diteggiature. Non serve scomodare un insegnante o andare a lezione per imparare a suonare quattro accordi che ci permettano di cantare la nostra canzone preferita di Battisti, Katy Perry, Nirvana, Bob Marley o Vasco.
Ecco allora che abbiamo deciso di approfittare di questi due mesi di luglio agosto, dove tutti abbiamo più tempo, per lanciare una serie di appuntamenti dedicati all’apprendimento della chitarra da zero: utili tanto ai principianti assoluti che magari ai giovani metallari e rockettari, feroci esecutori di ritmiche in power chord, ma soggetti ad attacchi di panico se devono accompagnare gli amici all’acustica davanti a un falò in spiaggia.
Partiamo con un classico dal quale tutti siamo partiti, il “Giro di Do”.
A guidarci in questa serie di lezioni Daniele Maraspin, giovane e promettente chitarrista triestino, diplomando alla Lizard. Daniele - Bat per gli amici - suona metal estremo rigorosamente a sette corde e studia musica con passione. E’ perfetto per incarnare la figura del giovane guitar hero del quartiere al quale rubare in amicizia qualche dritta sulla chitarra.
Gianni Rojatti
Prima di iniziare sinceriamoci di avere ben chiaro il nome delle corde a vuoto della chitarra, dalla più grossa alla più sottile, MI, LA, RE, SOL, SI e MI cantino

Il "Giro di Do" è composto da quattro accordi: Do, Lam, Rem e Sol7.
Il primo passo è imparare a suonarli singolarmente.
Bisogna memorizzarne la forma e la diteggiatura.
Affrontiamoli separatamente, uno per uno, come vediamo nell’ Es.1) del video.
DO Maj (Do maggiore)

Il Mi cantino suona a vuoto. Il dito indice della mano sinistra schiaccia il primo tasto sulla seconda corda, il Si. La corda di Sol risuona a vuoto; il dito medio pigia il secondo tasto sulla corda di Re; da ultimo il dito anulare schiaccia il terzo tasto sulla corda di La. La corda più bassa il Mi non deve suonare.
Suoniamo tutte le corde con un’unica pennata verso il basso e poi, per sincerarsi che ogni corda suoni in maniera chiara e precisa, pizzichiamole singolarmente.

LAm (La minore)

Il Mi cantino suona a vuoto. Il dito indice della mano sinistra schiaccia il primo tasto sulla seconda corda, il Si. Il dito anulare schiaccia il secondo tasto sulla corda di Sol e il dito medio il secondo tasto sulla corda di Re. La corda di La risuona a vuota e la corda più grossa, il Mi, non deve essere suonata.

Rem (Re minore)

L’indice pigia il primo tasto sulla prima corda, il Mi. L’anulare preme il terzo tasto sulla corda di Si mentre il medio il secondo tasto sulla corda di Re.
La corda di Re va suonata a vuoto. Le corde di La e Mi basso non devono suonare.

Sol7 (Sol settima)

Tutte e sei le corde devono suonare. L’indice pigia il primo tasto sulla prima corda, il Mi. Le corde di Si, Sol e Re devono suonare a vuoto. Il dito medio pigia il secondo tasto sulla corda di La. Il dito anulare il terzo tasto sulla corda di Mi basso.

Una volta imparati a suonare singolarmente tutti gli accordi, l’aspetto più impegnativo sarà cercare di passare da uno all’altro in maniera fluida e naturale, cercando di non fare delle pause. Per questo un buon metodo di lavoro è isolare gli accordi a copie di due e concentrarsi nei singoli passaggi.
Iniziamo con il provare esclusivamente di passaggio da Do a Lam.

Ora concentriamoci a cambiare da Lam a Rem.

Infine proviamo il passaggio tra Rem e SOL7.

Fatto questo, molto lentamente iniziamo a provare i quattro accordi in successione. Inizialmente ci preoccuperemo soprattutto di eseguire in maniera corretta le diteggiature sincerandoci che tutte le corde e note suonino chiare e intelligibili. Per questo anziché provarli con una sola unica pennata le pizzicheremo una alla volta, rispettando il disegno di arpeggio proposto.

Vi lascio una backing track sulla quale provare a suonare in successione gli accordi.
Niente di concettualmente difficile o da capire. Serve solo tanta pazienza e olio di gomito. Evitate di spaccarvi la testa e mortificarvi provando queste cose allo sfinimento. Dedicateci quindici, venti minuti al giorno. Magari un paio di volte. Con un po’ di costanza resterete stupiti dei risultati raggiunti. Cercate di farvi accordare la chitarra all’inizio di ogni sessione di prova. Provare con una chitarra scordata è fastidioso e frustrante e vi impedisce in maniera totale di capire se state lavorando in maniera corretta o meno. La piacevolezza del suono in quello che fate sarà il vostro incentivo a migliorare. Una chitarra scordata vi nega alla base questo presupposto.

Ah beh!...complimenti! Anche per chi ...
Molto utile poi da girare ad amici, cuginetti, vicini di casa, nipotini e chiunque vuole iniziare!
Quanti ne conosco!!! :-D
Capaci di mettersi a fare del tapping su "IO VAGABONDO"!!!
www.myspace.com/pisciulitto
www.facebook.com/pisciulitto
Ma da oggi saranno sempre ...
Lo spero!!!
www.myspace.com/pisciulitto
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Scusa...
Intendiamaoci, io SPERO di sbagliarmi, a mè il FA, nel giro di DO risulta antipatico......
ma se ce vò ce vò....
ciao!
Sono Daniele l'esecutore dell'esercizio del giro di "Do"che vedi nel video didattico.
Prima cosa scusami per il ritardo della risposta!
Seconda cosa ti rispondo immediatamente!
Il giro di Do è composto dai seguenti accordi:
Do maj, La minore, Re minore, Sol settima
ovvero comprende gli accordi formati su:
il primo grado (o tonica che dà il nome alla tonalità) in questo caso il Do maggiore
il sesto grado che in questo caso è il La minore
il secondo (Re minore)
e in fine il quinto (che è il sol settima)
il Fa maggiore suona benissimo "in mezzo" a questi accordi inquanto "nasce" dall'armonizzazione della scala maggiore di Do (quarto grado), però a ben guardare anche il Si diminuito (parlando in triadi) ci sta bene (anche lui lo troviamo armonizzando la scala di DO, esattamente sul settimo grado) eppure non è compreso nel giro di Do
Anche nei prossimi esercizi (video compresi) troverai i giri di (accordo da definire) costruiti in questo modo:
primo grado, sesto grado, secondo grado e quinto per finire.
(tranquillo il "Fa" non mi stà antipatico, anzi!) :)
spero di esserti stato utile, a presto ciao!
Daniele
bat