Continuiamo ad approfondire la nostra indagine sul suono perfetta da usare in fase di studio. Per farlo curiosiamo tra i set-up e le abitudini di alcuni dei migliori chitarristi nazionali e internazionali che si sono resi disponibili ad aiutarci.
PAUL GILBERT
Tra i migliori chitarristi rock al mondo Gilbert è probabilmente lo shredder per antonomasia. E’ un musicista in continua evoluzione che durante la sua carriera ha spaziato dallo speed metal neoclassico, al punk, passando per il pop e il rock commerciale dei Mr. Big, con il quale ha scalato le classifiche. Sta registrando il suo nuovo disco solista.

“Mi piace esercitarmi con un suono che ha appena un pizzico di distorsione. Giusto quel minimo che renda l’amplificatore sensibile al mio playing. Se suono in maniera leggera, voglio che il suono resti pulito; viceversa, se percuoto con forza le corde e picchio duro, voglio che diventi un vero e proprio overdrive. E con l’ampli settato in questa maniera succede proprio così. Certe volte magari aggiungo un pedalino, un distorsore o un compressore, se magari mi serve un boost per avere più sustain. Ma l’ultima cosa che voglio quando mi esercito è dover baruffare con il suono per tenere a bada noise e feedback! Così, di base, tendo a esercitarmi con un suono relativamente clean. Una via di mezzo ideale tra il suono di B.B. King e quello di Lesile West.”
CESAREO
Chitarrista eccellente e camaleontico è l’anima rock degli Elio & Le Storie Tese. Pur dotato di una tecnica egregia, non ne fa mai sfoggio gratuito, concentrandosi invece nell’ assecondare tutte le follie musicali degli Elii, follie per le quali si cala in maniera perfetta e personale in ogni genere musicale concepibile.

“Mi esercito sempre con un suono "comodo": saturazione, più un compressore, più un delay e un pizzico di riverbero. Solitamente uso Garage Band e i suoni del Gear Box Line6. Tutto in diretta senza ampli a volumi bassi e sopra una base ad hoc per gli esercizi.”
Per essere ancora più chiaro, Cesareo ci ha segnalato un video che lo ritrae durante una sessione di studio nella quale, con il suo suono ideale, ripassa l'assolo di "Rosana" dei Toto. Eccolo...
FRANK CARUSO
Musicista poliedrico e versatile è attivo come solista e leader in svariate formazioni metal e progressive (Strings24, Arachnes) in cui sfoggia un evoluto linguaggio shred neoclassico. Allo stesso tempo è impegnato come autore, produttore e arrangiatore per colonne sonore e jingle pubblicitari.

"Per esercitarmi tendenzialmente utilizzo lo stesso suono che utilizzo nei live, facendo però attenzione agli ambienti. E’ importante avere la stessa fluidità nel tocco e soprattutto gli stessi armonici. Spesso però preferisco attenuare i Delay ed i Riverberi, che nelle sessioni live tendo ad enfatizzare soprattutto se in ambienti molto piccoli. Nella fase di esercitazione meglio avere un timbro più “diretto”, a patto però di avere la stessa dinamica e sensibilità sugli armonici. Il fraseggio deve essere perfettamente leggibile per poter curare la pennata gli attacchi e in generale la pulizia dell’esecuzione.
Esclusivamente per esercizi tecnici mi affido a timbri completamente senza room e delay, sempre però con distorsione e valori di preamplificazione corretti, cosi da fare emergere anche eventuali rumori indesiderati dovuti al movimento della mano e poterli così eliminare."
ANDREA MARTONGELLI
Metallaro Doc, è il leader della band heavy metal band Arthemis con la quale gira il mondo dividendo il palco con gruppi come Slayer, Anthrax e Children Of Bodom. Didatta estremamente attivo, coordina la cattedra di chitarra Rock Metal del "Modern Music Institute". E’ endorser delle chitarre Dean e del marchio Randall.

"Da anni mi esercito con un suono prettamente crunch bluesy, al limite del clean, che ottengo con un mini combo Randall, mio compagno di viaggio e di warm-up quotidiano. Perciò un suono decisamente lontano genere heavy, thrash metal che suono con la mia band Arthemis, dove utilizzo suoni hi-gain e non uso minimamente il canale pulito. Questo tipo di scelta mi aiuta ogni giorno ad acquisire un sempre maggiore controllo dello strumento, pulizia e un suono intellegibile, concreto, "pro" che proviene principalmente dalle dita e non solamente dall'amplificatore. Tutto ciò mi permette di avere un margine di errore bassissimo durante i miei tour e clinics, e mi da sicurezza. Quindi, una volta azionato il canale distorto hi-gain, sono in grado di far urlare la mia chitarra al massimo e valorizzare ogni singola nota anche nelle ritmiche e assolo più complicati e nelle situazioni più difficili on stage. Alterno questo tipo di preparazione all'utilizzo della chitarra acustica o della mia chitarra elettrica Dean spenta, priva di amplificazione...il mio training quotidiano consiste quindi nell'ottenere sempre maggior definizione, groove, timing e - cosa da non sottovalutare assolutamente per un chitarrista rock metal come me – resistenza!"

quindi in pratica va bene ...
Ehhh...In pratica non esistono regole. ...
Io per esempio ho notato che chitarristi tra questi più virtuosi e impostati al tecnicismo si esercitano con suoni molto crudi...Gottardo addirittura in diretta se hai letto, proprio per esasperare la ricerca della pulizia. Castellano o Cesareo che sono più chitarristi rock tradizionali, da band e da turnismo, per i quali la componente suono è fondamentale...lavorano anche già con i suoni.
Per cui credo che la lezione sia quella di cercare qualcosa che si ritagli sulle tue esigenze. Nella musica non esistono mai ricette fisse, valide per tutti (...se non che bisogna studiare!)
Ecco...l'unica cosa che accomuna tutti è che nessuno fa niente per caso. E tutti suggerisco un suono su cui sembrano avere le idee chiarissime!
esatto..quindi in sostanza il suono ...
A me fa riflettere quello che dice Gilbert...che suona con un suono crudo perchè deve avere il massimo controllo con la mano senza impazzire a rincorrere feedback che si innescano....Credo che poi usi un suono cosi anche dal vivo....
Sono assolutamente d'accordo. Anzi, volendo ...