Mi piacerebbe parlare di triadi.
Sono uno strumento prezioso per l’improvvisazione ma soprattutto studiarle aiuta a capire meglio la teoria musicale e la visualizzazione delle note sul manico della chitarra. Spesso vengono affrontate con diteggiature in sweep picking mentre ho sempre apprezzato la tua maniera alternativa di diteggiarle, con i salti di corda.
Ci mostri qualche esercizio per studiarle?
Volentieri. Anzi, proprio in questo periodo sto lavorando a una nuova maniera di visualizzare e suonare le triadi e la condivido volentieri con voi. Così posso anche farvi vedere come io stesso lavoro nello sviluppare nuove idee e concetti, trasportandoli attraverso tutte le tonalità. Quello che ora vi mostrerò poi è un anche un bell’esercizio musicale. Si tratta di eseguire una triade sviluppandola attraverso tre ottave. C’è anche lo string skipping, anche se è messo in gioco solo in minima parte.
Una delle intuizioni tecniche più originali e innovative di Paul Gilbert è stato proprio il fatto di aver ripensato la classica esecuzione delle triadi in sweep picking con i salti di corda. Con questo tipo di diteggiatura è possibile eseguirle con maggiore brio ritmico.

Prendiamo una triade di Em che ora vi suono molto lentamente sviluppata con questo pattern che ho creato.

Analizziamo al microscopio l’esecuzione di questo esercizio. Alla base Gilbert sezione in tre gruppi da due corde il manico della chitarra e su ciascuno esegue, con la stessa identica diteggiatura ma su ottave differenti, la triade di Em.
Sulla coppia di corde di E e A c’è l’ottava più bassa. Sulla coppia centrale di corde, D e G, un la triade ottava più alta; infine, sulla coppia di B e E cantino, l’ottava più alta ancora.
Quindi, per agevolare l’articolazione ritmica e la suonabilità, Gilbert sfrutta un salto di corda per passare dalla triade costruita sulle corde di D e G a quella u’ ottava più alta. Osserviamo come il E che prima era preso al diciassettesimo tasto sulla corda di B, ora viene suonato al dodicesimo tasto sulla corda di E cantino.

Per familiarizzare con questa diteggiatura ho isolato questo piccolo pattern ritmico/melodico.

Una volta familiarizzato con questo meccanismo, lo si può facilmente applicare anche a una triade maggiore.
Per esempio un C.

Ora, capito come diteggiare le triadi, baserà pensare a una progressione di accordi e su ciascuno eseguire il suo relativo arpeggio sviluppato in questa maniera.
Prendiamo una progressione di accordi dal sapore decisamente neo-classico.

Ora la sfida sarà spostare su ogni accordo la relativa triade. Basterà andare sul E basso, trovare la tonica dell’accordo che serve, e da li partire con la diteggiatura,
maggiore o minore, a seconda del caso. Per esempio il Am…

Questo è un esercizio davvero carino sulle triadi. E’ il classico studio da musicisti classici: da suonare impostati, vestiti eleganti e impettiti, con quelle camice bianche con le increspature…
Certo non c’azzecca nulla con il blues. Ma chissà, magari si può trovare il modo di farli funzionare assieme!

Pennata .. siamo alle solite ..
sono sempre il solito "rompino" ..
questa volta una precisazione sulla pennata , quella indicata è "modificabile", vero ?
io avrei pensato, per mia comodita e magari anche di altri ,di farla come segue ..
prendiamo l'esempio di Em, tu suggerisci ( o meglio Gilbert ) di fare :
pennata giù
pennata su
legato
e ancora pennata su ..
a me risulta un po' "innaturale" "pennare" 2 volte in su ..
se pensassimo di fare invece
pennata giù
pennata giù
legato
pennata su ..
e continuare sempre in alternata , con i legati corretti chiaramente, risulterebbe sempre il salto di corda "esterna" senza mai fare doppie pennate nello stesso verso , l'unica cosa è che al posto dire 2 pennate sulla parte G-B-G esattamente sul 15°-19°-15° tasto del E cantino, se ne farebbe una sola in giù ...
sono matto ?
Grazie mille !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao Joesat! la domanda è ...
la domanda è interessante e di base è sempre un bene cercare di personalizzare la pennata sulla base del proprio stile e attitude.
E' vero però anche, che la pennata di Gilbert, all'apparenza un po' cervellotica, è una delle meglio strutturate e organizzate. (...non per niente è con grande probabilità il più grande plettratore del pianeta!).
Osserva con attenzione l'ordine delle plettrate di Gilbert che hai scritto :
Giù -Sù- Lego - Sù
Se ci pensi il legato sostituisce una pennata verso il basso, agevolando l'esecuzione e dando fluidità, ma lasciando di base il movimento alterato della mano che plettra.
E' tutto razionalizzato in Gilbert.
Il mio consiglio è di prendere questa lezione come un esercizio e senza l'esigenza di farla subito a tempo alternare a velocità di metronomo davvero ridotte (70, 80 bpm...) sia la tua idea di pennata che quella di Gilbert. Per ogni minuto che fai con la tua ne fai due con quella di Gilbert. Lavora così per qualche giorno. E' la maniera migliore per capire quanto la proposta di Gilbert è integrabile al tuo stile e può portargli dei vantaggi e nuove soluzioni!
Allora esagero ;-)
avevo intuito qualcosa a proposito della sostituzione della pennata con il legato poichè io ho il brutto vizio d'incominciare a studiare plettrando tutto ( mi piace Al Di Meola .. si capisce ? ;-) )
Seguirò i tuoi consigli, per quanto riesca, visto che purtroppo non ho molto tempo da dedicare alla chitarra ed in più continuerò anche a farlo plettrando tutto ...
sai non sempre hai il "tempo" di suonare calcolando le pennate, meglio saper "saltare la corda" anche "internamente" ;-) ...
Alla prossima !!!!
Metodo Troy Stetina
Me Gusta!
Certo la plettrata è davvero ...
Però mi piace perchè risulta un modo alternativo di lavorare su quelle progressioni di accordi come quelle proposte che di solito tratto a suon di pentatoniche... e di legati!!!
plettrata + penta
Oppure in un blues in LA, alterna il fraseggio blues a triadi di A maj e C# dim (c# e g)
Pennare seguendo l'andamento naturale delle pennate è cruciale in questo pattern per far si che funzioni a dovere: quanto l'avrai fatto tuo sarà fluido e coerente!
You're just an analogue guy in a digital world, aren't you?
Grande! Allora il modo per ...