
Pensi mentre suoni?
di redazione
- accordiano DOC
#116 |
10 maggio 2012 @ 13:00
Ecco una nostra proposta di lavoro che ci pare perfettamente allineata con l’idea lanciata da Marco. Prenderemo i tre elementi che spesso si rischia di affrontare separatamente come in compartimenti stagni: armonia, ritmo, tecnica; cercheremo di fonderli assieme attraverso un improvvisazione guidata e, appunto, precedentemente pensata e organizzata.
Prendiamo una piccola progressione, formata da due semplici accordi, un Am7 e un D7.
Assegniamo a ciascuno di essi tre elementi armonici da utilizzare.
Sul Am7 improvviseremo usando: Pentatonica minore blues di A, arpeggio di Em7, scala di Am dorico.
Circoscriviamo in una piccola sezione di manico queste idee.
Allo stesso modo sul D7 utilizziamo: Pentatonica maggiore di D, Pentatonica minore blues di D e scala di D Misolidio.
Ora imponiamoci dei canovacci ritmici e tecnici di improvvisazione da rispettare.
Improvvisazione Guidata 1)
Sul Am 7 suoneremo la pentatonica minore di blues suonata in ottavi e rigorosamente in pennata alternata; sul D7 la pentatonica maggiore di D in quarti e utilizzando i bending. Suoniamo le note nell’ordine che vogliamo ma rispettando queste condizioni.
Ecco un esempio
Improvvisazione Guidata 2)
Sul Am7 proviamo l’arpeggio di Em7 in terzine mentre sul D7 la pentatonica minore blues di D sempre in terzine.
Improvvisazione Guidata 3)
Alziamo il livello tecnico. Sul Am7 la scala di Am dorico in sedicesimi e legato e sul D7 la scala di D misolidio in sestine.
Di ognuna di queste improvvisazioni guidate vi ho offerto come avete visto un esempio che, come spunto di partenza, vi invito a studiare. Ovviamente l’idea è che voi vi sforziate di improvvisare rispettando queste direttive e creandone da voi delle altre.
L'argomento è impegnativo. Concentratevi nello studiare le posizioni delle scale da utilizzare e provate gli esempi. Una volta assimilate, nei prossimi giorni vi faremo trovare gli esempi audio e la backing track su cui fare pratica.
L’aspetto creativo dell’improvvisazione sarà garantito dal fatto che sarete voi a inventarvi il senso melodico delle improvvisazioni, ma il rispettare registri ritmici imposti e gestuali esecutive vi costringerà costantemente a pensare e tenere strettamente connessi tra loro melodia, tecnica e ritmo.
Buon lavoro!
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le rubriche
interssante
Parola di pessimo studente.
Ciao Trenote. Grazie del commento. ...
Grazie del commento.
Cosa intendi per "far somigliare"un pezzo? Che inizialmente cerchi di riuscire almeno a chiuderlo, farlo tutto come l'orinale e solo dopo ne curi i dettagli esecutivi?
Proprio così
Ma nella pentatonica minore blues ...
Grazie Pexfra!...è che alla sesta ...
Corretto! Thanks
...di niente! :) esercizio molto ...
esercizio molto interessante, lo proverò di sicuro!
Mah ...
C'è qualcuno che pensa alle regole della grammantica quando parla?
Suonare è un pò come raccontare una storia. E' importante riuscire a trasmettere ciò che si vuole trasmettere. E' importante trasmettere qualcosa che valga la pena di essere trasmessa. Poi ciascuno si esprima come può o come vuole. Non si dice a caso "parla come mangi"!
Da spettatore, nulla è peggio di un esecutore che non sia dedicato al 100% al messaggio, che suoni pensando alle "regole", o alla pulizia del suono, o alla gnocca in prima fila.
C
perfettamente d'accordo
Una lezione di stile sarà anche piacevole ma non lascia molto dentro, un brano musicale o letterario può essere anche stilisticamente imperfetto ma emozionare per il suo contenuto. I grandi riescono a far confluire stile ed emozioni, qualcuno lo chiama talento.
Play with fire but don’t play with me…
Opinione mia
Idem nella musica: le "regole" sono fondamentali, ma è chiaro che sono "mezzi", non certo "fini" espressivi. Servono nella misura in cui aiutano a esprimere meglio le proprie idee musicali. Come ti aiutano certe regole ad es. nella corsa: se sai come dosare la falcata, regolare la respirazione e i movimenti del corpo, usare le scarpe adatte... corri meglio, non ti pare? E il fine è correre, non sfoggiare le scarpe da corsa...
Poi ci sono gli estremi: da un lato coloro che fanno delle regole un fine, perdendo di vista la loro funzione di mezzo al servizio dell'idea musicale (il risultato è spesso uno sterile funambolismo strumentistico); dall'altro qualche raro genio (Hendrix? Clapton?) che ha saputo arrivare al cuore del mondo con poche, anche pochissime regole, anzi pure rompendo quelle esistenti... ma questi sono geni, mica comuni mortali.
Infine, se qualcuno usa la propria approfondita conoscenza delle regole musicali... per fare colpo sulla bionda in prima fila, magari non sta facendo musica di altissimo livello, ma gli daresti torto? ;)
Giorgio
credo che tu abbia detto la stessa cosa solo in modo diverso
Play with fire but don’t play with me…
Eccerto che ci penso alle ...
Eppoi è bella la spontaneità e schiettezza di chi "parla come mangia"....ma è altrettanto affascinante l'eloquio forbito di un uomo di cultura. dipende di che si parla no...?
Se devo parlare dello scudetto della Juve o del culo della portinaia, lo faccio più volentieri con il mio fruttivendolo...se devo parlare della crisi di governo o di arte magari preferisco un altro tono.
Ma insomma: perchè sempre questi assolutismi? Io amo gli accordi scordati dei Pearl Jam e i funambolismi di Steve Vai...e per questi ultimi è necessario un approccio più ragionato.
E poi qua mi pare si stia parlando di studio e didattica.
Peace
non è un po' presuntuoso
Persno Mozart, Bach, Beethoven ecc. suonavano non perché volessero godersi la tecnica ma perché amavano la musica e provavano un bisogno incontrollabile di comunicare le emozioni che vivevano.
Play with fire but don’t play with me…
Ascolta, dai...il mio un esempio ...
In ogni caso credo che tu fraintenda perchè siamo tutti d'accordo che nel momento che suoni dal vivo o in studio e crei un assolo chiudi gli cchi e ti lasci andare.
Ma qua si sta parlando dello studio in cui pensare come organizzare e mescolare tra loro gli elementi appresi è fondamentale!
Pace!
lasciamo perdere gli avvocati
Play with fire but don’t play with me…
pensiero e suono coincidono..ma l’emozione prevale
In fondo se pensiamo ai grandi bluesmen o jazzisti del passato non direi che proprio tutti avessero ‘studiato’ in accademia/conservatorio, per molti l’accademia era stata la strada in cui vivevano o i clubs che frequentavano, quanti suonavano ad orecchio, quanti non avrebbero mai capito il ‘linguaggio tecnico’ di un maestro di musica ma sapevano comporre, suonare ed interpretare meglio di un tecnico. Marcus Miller ha detto che ha imparato a suonare come suona passando da un club all’altro dove suonavano musica diversa dal jazz al blues al funky al rock, poi ha metabolizzato tutto e non c’è bisogno di dire altro basta ascoltarlo. Chet Baker non possedeva certo la tecnica di Miles Davis però chi oserebbe dire che non sapeva suonare.. e lo stesso Miles ha spesso notato come pur se la tecnica è importante quello che conta sono le emozioni, e se lo diceva uno come Miles ;) Se si trattasse solo di tecnica ogni concerto sarebbe perfetto come una registrazione ufficiale ed invece ahinoi persino i più grandi qualche volta steccano o danno perfomance non eccezionali, sono meno grandi per questo? no, sono solo uomini prima che musicisti e quindi possono anche avere i loro giorni no. Quali sono i concerti che ci ricordiamo? non certo quelli in cui abbiamo esperito una piacevole soddisfazione intellettuale nel saper riconoscere l’abilità tecnica dei musicisti ma quelli che ci hanno emozionato e qui non si tratta di genere, ma di musica.
Pensa come parla…le regole di grammatica..mmm anche qui se ci si pensa troppo vuol dire che non le si è metabolizzate e quindi si saprà anche la grammatica ma non necessariamente si saprà parlare e scrivere bene, diciamo condizione necessaria ma non sufficiente ;)
Far somigliare un pezzo? Certo quando si studia va bene, ma dal vivo credo nell’originalità. Nel mio gruppo le covers non sono quasi mai ‘riproduzioni’ o solo raramente, per fortuna la nostra cantante che ha deciso per motivi suoi di non suonare più ma compone ancora è bravissima a modificare e riadattare i pezzi, qualche variazione qua e là ed il pezzo si riconosce però è diverso poi la sua voce fa il resto e lei dice che va ad orecchio. In breve, imparate la tecnica, imitate per imparare ma poi create voi, o almeno metteteci le vostre emozioni altrimenti non sarete che come tanti altri, nulla di originale.
Play with fire but don’t play with me…
sito w.accordo.it
Gilmoure
Ciao Andreas, grazie per questo ...
grazie per questo lungo commento che secondo me integra alla grande la lezione.
Nella fase di studio dobbiamo senz'altro muoverci in maniera molto organizzata e pensare e pesare ogni cosa. Se questo lavoro va a buon fine saremo liberi poi di SUONARE con maggiore libertà e leggerezza, senza pensare troppo e assecondando prima di tutto il feeling e l'ispirazione del momento, piuttosto che le regole dell'armonia. Ma è un lavoro lungo, e per questo ci fa piacere cercare di contribuire fornendo ai chitarristi e musicisti che ci seguono lezioni tipo questa.
==credo che occorra imparare la ...
Ritengo che sia bene che prima di tutto sia il pubblico a "emozionarsi", godendo della piacevole esecuzione... questo può (e più spesso succede, meglio è) "emozionare" anche l'esecutore, che però in quel momento dovrebbe essere principalmente concentrato a dare qualcosa di bello al suo pubblico... quindi altro che dimenticarsi delle regole...
==quanti non avrebbero mai capito il ‘linguaggio tecnico’ di un maestro di musica==
Lo capivano eccome, dato che suonavano benissimo anche loro! Solo, non lo interiorizzavano in modo razionale ma in modo istintivo...
==ma sapevano comporre, suonare ed interpretare meglio di un tecnico==
"Meglio"? Personalmente mi limiterei a dire "in modo diverso"... magari a volte (nel caso di pochi geni) altrettanto valido.
==Marcus Miller ha detto...==
Grazie al cappero! Quanti Marcus Miller conosci?
==pur se la tecnica è importante quello che conta sono le emozioni==
E' un discorso del tutto privo di senso per me, sono sfere diverse. La tecnica serve come mezzo per esprimere le proprie emozioni e per suscitarne negli altri, sarebbe come dire che "La pastasciutta è più importante della forchetta" ;)
==le regole di grammatica..mmm anche qui se ci si pensa troppo vuol dire che non le si è metabolizzate==
Quindi con questo dai per assodato che la tecnica è fondamentale, al punto che sarebbe bene venisse metabolizzata fino a non pensarci nemmeno più mentre ci si esprime. Pienamente d'accordo.
==Far somigliare un pezzo? Certo quando si studia va bene, ma dal vivo credo nell’originalità. Nel mio gruppo le covers non sono quasi mai ‘riproduzioni’==
Queste sono scelte, che non c'entrano con la tecnica. Anche io preferisco "personalizzare" le cover, ma apprezzo chi le sa riprodurre molto simili alle originali, non è per niente facile.
Giorgio
pienamente d'accordo
Quanto a 'il far somigliare un pezzo' intendevo dire, va bene il virtuosismo e la tecnica che ci permette di riprodurre un pezzo altrui alla perfezione ma poi sono le nostre emozioni (e quelle che di rimando riceviamo da chi ci ascolta/sopporta) che rendono una cover diversa..a meno che per l'appunto non la si reinventi. Non volevo sminuire l'importanza delle covers, solo dire che se ci si limita a riprodurre musica altrui allo stesso modo non si apporta nulla di nuovo, mi sembra banale..ma è vero che ci sono in giro molti bravi musicisti che si limitano a eseguire covers, covers perfette va bene, bravi musicisti va bene, ma francamente se devo andare ad un concerto solo di covers che cercano di essere identiche all'originale di musicisti che pensano solo a riprodurre perfettamente il brano a questo punto mi ascolto l'originale. Anche nella musica classica pur se in fondo il pezzo è lo stesso e riprodotto perfettamente quel che cambia e fa la differenza è l'interpretazione. Ovvio prima bisogna imparare ed imitare i grandi serve, eccome se serve! a meno di non essere dei geni e appunto di Marcus in giro non ce ne sono molti.
Ora devo entrare in aula.. e insegnare ;)
Bello scambio di idee e bello soprattutto vedere come pur se con accenti e sfumature diverse in fondo siamo ..quasi tutti.. d'accordo.
Play with fire but don’t play with me…
bravo! è quella che si chiama corrispondenza di amorosi sensi..
Play with fire but don’t play with me…
Che poi che ne sappiamo ...
Credo che anche il luogo comune suonare=trasmettere emozioni per quanto vero diventa...(come quel post di qualche giorno fa) un pretesto per non far crescere il proprio modo di suonare...studiare o fare esercizi...
appunto non lo sappiamo ma sentiamo la differenza
Play with fire but don’t play with me…
Regole assolute non esistono. Ma ...
Così come è importante conoscere le regole grammaticali per una buona comunicazione è altresì vero che mentre parliamo associamo alle frasi espressioni facciali, cambi di tono, gesticoliamo con le mani, ecc ecc ecc. Tutti questi "accessori" aiutano le comprensione del significato intrinseco della frase pronunciata, tant'è vero che spesso ci sono fraintendimenti che nascono da frasi scritte o lette male (vedi gli "emoticon" inventati apposta propio per sopperire alla mancanza degli "accessori" di cui accennavo prima).
Allo stesso modo vanno trattati questi esercizi.
Io li trovo molto belli, interessanti e utili perchè ci possono aiutare a trovare nuove soluzioni melodiche che magari ci piacciono poi un casino applicarle nei nostri fraseggi.
Jana continua così!
Ciao a tutti.
Ecco...volevo dire la stessa cosa! ...
Consapevolezza
Love is not Music,
Music is the best.
Grazie mille Jazzino. L'ottica è ...
L'ottica è proprio questa. ;-)
ROCK!
se penso all' autolavaggio
vuol dire che sono talmente sicuro/tranquillo di quello che sto facendo e trasmettendo al pubblico,
da potermi permettere di pensare ad altro.
Prendetela pure come una provocazione ma probabilmente è questo il vero punto d' arrivo. cek ;-)
Cek...ma è la cosa più ...
sai che tristezza se pensi all'autolavaggio durante!???...
Dai...non esageriamo.
Semmai all'autolavaggio penso...fa che faccia in fretta che torno a suonare!
il mio vuole essere solo ...
Molto bella come lezione!
Mi piace mooolto stare tranquillo, adagiato sulle pentatoniche minori, ma da quando ho conosciuto Govan Guthrie pian piano stò arricchendo il "tatto" nel suonare le diverse note. Ora trasmetto emozioni ad ogni singola nota :)
sono arivato tardi
mi sto divertendo molto ... maa cosa è che è sparito alla fine dell'articolo? una foto o il video?
Complimenti ancora