di
GianniJanaRojatti
- accordiano DOC
#17404 |
22 aprile 2012 @ 10:30
Domenica è per molti il giorno ideale per ritagliarsi qualche ora in più da dedicare alla musica, alla chitarra e allo studio.
Proprio riguardo allo studio, nella lezione di Carl Verheyen pubblicata un paio di giorni fa, il nostro diceva di detestare gli esercizi sulla chitarra, di considerarli una perdita di tempo e di preferire concentrarsi nel suonare esclusivamente materiale che avrebbe poi effettivamente potuto proporre sul palco.
Quindi niente esercizi cromatici, scioglidita, pattern geometrici, sequenze ma esclusivamente frasi, linee melodiche, ritmiche, canzoni.
In un commento alla lezione l'Accordiamo Oliver scrive:
"Mi ha divertito molto la questione dell'esercizio: leggere cose del tipo che non ha senso starsene lì a fare scale, meglio suonare brani di senso compiuto. Illumina per un attimo lo sguardo della maggior parte di noi, buzzurri ed incolti strimpellatori, dandoci l'illusione che allora si può anche così! Invece no. Si può, ma solo dopo anni ed anni di serio studio ed esercizio."
L'argomento è interessante. Perché in effetti Verheyen non è il primo big che spiazza con affermazioni tipo questa. Marty Friedman, in una recente intervista che gli abbiamo fatto, dice di non aver mai studiato o fatto esercizi, ma solo imparato, provato e suonato canzoni. Lo stesso Paul Gilbert rivendica l'importanza di imparare e suonare canzoni come l'unico vero banco di prova per testare l'efficacia del proprio playing.
Diranno la verità?
Con un pizzico di malizia, è indubbio che per un chitarrista famoso sia molto più fico dire che è diventato bravo imparando i pezzi di Hendrix, suonandoli con lo sguardo languido rivolto al tramonto, una birra ghiacciata sulla destra e una bionda che lo ascolta rapita sulla sinistra, piuttosto che confessare anni da nerd, chiuso in cameretta, con il metronomo e le VHS di Petrucci e Scott Henderson.
In ogni caso, a volte il dubbio è che fare esercizi sia un alibi. Una maniera per continuare - con la coscenza a posto - a prendere tempo piuttosto che affrontare effettivamente lo stato di salute e la maturità del proprio modo di suonare. Cosa che magari va fatta proprio suonando canzoni piuttosto che scale con il metronomo.
Voi che pensate?
Fateci sapere la vostra ma non perdeteci troppo tempo.
Perché tra la lezione di Gilbert e quella di Verheyen pubblicate questa settimana c'è il bendiddio da studiare…
Rock!
Secondo mè è una pu*****ta ...
Comunque ammetto si molto più intrigante suonare bold as love al mare con la birra che stare gobbi su una sedia con il metronomo, ma per poter permettersi Hendrix e la birra anche la parte di noioso studio credo sia inevitabile, salvo rare eccezioni... e poi comunque io mi diverto anche a fare esercizi a 160 di metronomo!!!
"La tecnica non conta, io mi occupo di emozioni."
Jimmy Page
Il libro di Stetina?...quel metodo ...
Quel libro è un mito... ...
Io lo posso ben dire...
La mia piccola esperienza personale mi dice invece che dopo varie tornate di prove ed esercitazioni fatte a 10 minuti alla volta, di sera dopo il lavoro oppure al mattino prima di uscire, riuscire ad eseguire anche solo una frase o un breve riff o mettere insieme un solo sopra una jamtrack (non troppo veloce per carità) è di una soddisfazione che ti apre il cuore e ti spinge ad insistere.
Le affermazioni di alcune superstar quindi per me hanno un valore relativo. Dopodiche se Verheyen o altri guru mi piazzano insieme all'intervista un bel video dove mi spiegano delle cose, io sono ben felice di prendere e provare. Con l'aiuto di Accordo si intende.
You can still play guitar when you’re old and fat
Secondo me il senso delle ...
Giusta osservazione Slash, però lasciami ...
Prova ad analizzare le tab del suo disco d'esordio con i RacerX, Street Lethal: c'è da mettersi le mani nei capelli!
Io parlavo di diteggiature della ...
Ma io mi riferivo proprio ...
In ogni caso la tua puntualizzazione è chiarissima e sono assolutamente d'accordo con te sull'evoluzione di Paul Gilbert!
ROCK! ;-)
Forze speciali
Ottima analisi. E il paragone ...
E il paragone tra un guitar hero e Commando è micidiale! :-)
Piccola riflessione... cos'è un esercizio? ...
Oggettivamente l'esercizio duine-terzine-sedicesimi su una sequenza di note è molto tipico (e' l'approccio alla scale o arpeggi che normalmente si pratica..) e serve ad essere agili sulla tastiera con qualsiasi scomposizione ritmica.
Quindi il buon Carl...fa un esercizio, o meglio si esercita ad essere sempre nitido e preciso, in modo da poter ben snocciolare le sue strepitose frasi, spesso particolarmente intricate a causa degli ampi intervalli usati...frasi che vengono esercitate accuratamente.
Proprio Stetina, come qualunque didatta, sostiene che la velocità sia un "by-product" un sottoprodotto dell'accuratezza...ma l'unico metodo per ottenere accuratezza...è esercitarsi:-)
Quindi anche Verheyen, oggettivamente si esercita, no?
L'esercizio fisico sullo strumento quindi, da qualsiasi punto lo si prenda, è tutto ciò che porta alla miglior coordinazione possibile fra le due mani e la mente, per essere così abili da trasformare prontamente in musica le proprie idee.
Sono poi d'accordo che sia molto più interessante studiare sequenze musicali (scale, arpeggi..triadi aperte..) che non sequenze che pevedano 4note cromatiche per corda...esteticamente molto poco godibili all'ascolto e troppo random per essere suonate come studiate.
Studiamo i bendings e le frasi blues, tanto quanto "intense rock" di Gilbert, pieno di gusto e grinta, perchè la chitarra è uno strumento sanguigno e le corde sono fatte per vibrare.
Studiamo il suono che ascoltiamo provenire dalle nostre dita.
Ottima la lezione di Verheyen e un plauso al suo gusto (intervallic rock è a dir poco micidiale), ma attenzione alla sua affermazione, che rischia di essere riduttiva:
credo che ognuno dovrebbe studiare ed esercitarsi nella direzione che più sente vicino alla musica che ha dentro.
W il blues, W le video didattiche e W gli anni 80 dello shred...tutti quei "ragazzacci" ci proponevano di esercitarci per poi fare musica, non di certo il guinness dei primati in fatto di velocità.
You're just an analogue guy in a digital world, aren't you?
Grandissimo Alessio! Grazie... ;-) ...
Grazie... ;-)
Verheyen non è un chitarrista comune
Secondo me ha ragione Verheyen, così come anche Friedman, Haynes, Vaughan (RIP). Quello che vogliono dire, secondo me, è che l'esercizio tecnico deve essere sempre pensato come facente parte di una composizione. Molti dei grandi chitarristi avevano preso pochissime lezioni all'inizio della loro carriera (Stef Burns) e magari non sapevano neanche leggere la musica (Vaughan, Hendrix).
Certo che il mondo è anche pieno di bravissimi professionisti che hanno dedicato la vita ad imparare ad eseguire i brani degli altri oppure a studiare la musica per poi insegnarla. Niente di sbagliato, credo che siano solo due approci diversi. La verità è che se per essere "Verheyen" bastasse dedicare ore agli esercizi (in tutte le salse), il mondo sarebbe pieno di "Verheyen"... Certa gente nasce con una marcia in più!
Il solo di Comforably Numb rimane nella testa e nel cuore dopo il primo ascolto. Quanti esercizi coi pattern "geometrici" avrà eseguito Gilmour prima di comporre quel capolavoro?
Ciao
Timur
Se esistono dei pattern geometrici ...
Scherzi a parte è vero quello che scrivi.
Viceversa potrebbe anche essere lecito pensare che magari per suonare alla Verheyen basterebbe suonare 7 ore al giorno. Ma chi ha davvero voglia, possibilità e disciplina per farlo per anni, sacrificando, studio, lavoro e altre passioni?
Esatto!
D'altro canto non avrebbe la minima idea di cosa sta suonando...
Credo che ogni hobbista come il sottoscritto (un niubbo che più niubbo non c'hai manco i calli...) voglia trovare nello strumento uno sfogo e un divertimento, quindi forse l'intestarsi sulla tecnica perfetta, sugli esercizi fini a loro stessi, ecc. sia un buon modo per perdere la voglia di suonare.
Poi va tutto molto in base alla personalità... ci sono i tecnici, felici quando padroneggiano il legato perfetto (malmsteem...) e gli emotivi, che fanno dell'inventiva e del suono una bandiera (hendrix), a ogniuno il suo...
Gigi
Sta cosa me la diceva ...
Boh, io ho fatto sempre tutti e due, ma mi sono sempre limitato alle pentatoniche per fare da sciogli dita e i vari licks pigliati dalle canzoni per imparare il resto...
Secondo me la verità sta nel mezzo... Come al solito...
Nella vita niente e ogni cosa è Possimpibile!!!
Amen!!!! ...
Cazzeggio
Lo so, chi suona "davvero" mi vedrà come un poser, ma a me piace... loop station, creo una ritmica, un giro di basso... e poi via! tutto quel che mi viene in mente... niente schemi, solo esperimenti per ricreare un certo suono, non seguo tonalità, scale... giusto qualche riferimento alla tonica e alle penta. Basta.
Vi dirò che i veri miglioramenti a livello tecnico e di impostazione li ho solo quando ho il periodo "invasato" nel quale mi dedico ad esercizi seri, ma il mio fraseggio e la mia inventiva si ampliano parecchio quando vado "a braccio".
Insomma... tutto fa anche se è poco... L'importante è suonare e divertirsi... :-)
Gigi
Concordo pienamente.
Io, per esempio, ho poco tempo da dedicare alla chitarra, che peraltro è attualmente il mio passatempo preferito. Se dovessi dedicarmi solo allo studio mi annoierei ancor prima di cominciare, e poi in sala prove col mio gruppo ( una volta alla settimana ) che farei ??
Io, preferisco dedicarmi ad un brano, impararlo al meglio delle mie possibilità e riproporlo agli amici, sempre in base a dove riesco ad arrivare. Certo che fare un brano degli Stones è ben diverso che uno di Van Hallen, quello lo lascio fare a chi ha studiato, ma a me va bene così, basta poco, che ce vò ??!!
Le note sono sette, basta miscelarle.
Questo connubbio tra periodo "invasato" ...
Magari è proprio questa la ricetta dello studio perfetto.
Io come al solito credo ...
Dopo aver imparato un minimo di teoria sto trovando molto divertente provare a "scarabocchiare" qualcosa di mio, e per forza di cose bisogna utilizzare il metronomo, cercare di capire in chè tonalità si è (magari dopo aver trovato un riff che ci piace) ecc.
Ma alterno con qualche pezzo da imparare, qualche buon metodo...gli esercizi di pura meccanica li trovo molto noiosi, ma forse necessari!
Ma io sono ancora una pippa, quindi! ; )
"Il bello della Musica è che quando ti colpisce non provi dolore"
Bob Marley
Allora .. facciamo un 'paragone' ...
Diciamo che: NON serve imparare a scrivere prima le lettere delle parole, NON serve apprendere la grammatica, la sintassi PRIMA di scrivere frasi !!!
;)) AJJAJA
Verheyen ha detto quello che ha detto DOPO 30 e passa anni di attività intensa ! DOPO aver macinatochissà quante MIGLIAIA di ORE sullo strumento facendo .. esercizi, suonando brani, componendo, imparando tutto quello che sà.
E qui finisce la 'storia' ;))
SaluTOneS
SaluTON OF TONEs
http://kataese.wix.com/antonellocatanese
Allora facciamo un altro paragone, ...
io posso essere un traduttore simultaneista favoloso avendo vissuto per anni in papuasia senza saper ne leggere ne scrivere il papuanese. All'atto pratico, cosa mi diversifica da chi è stato all'università e lo ha studiato per anni chino sui libri se devo solamente esprimermi in quella lingua ?? ...... Ma in Papuasia che lingua parlano ??? :-DD
Le note sono sette, basta miscelarle.
Interessante riflessione "papuanese" - LOL ...
E l'ho pure capita AHAHAHAHH
All'atto pratico quelli che hanno studiato il papuanese APPUNTO sanno ANCHE scriverlo e molto probabilmente sanno PURE perchè si scrive in una certo modo mentre chi lo ha solo appreso 'on the road' può si utilizzarlo tranquillamente ma in realtà è consapevole che NON sà 'perchè' dice certe cose in certe maniere anzicchè altre - eh eh eh
Comuqnue ripeto, ognuno ha la 'propria strada' ;M)
WiWa!
SaluTON OF TONEs
http://kataese.wix.com/antonellocatanese
la musica e' .. ...
per cui il fatto che uno, mentre suona, sia consapevole o meno di cio' che fa, conta zero .. conta solo se cio' che fa gli piace e/o piace ai suoi ascoltatori...
ammazza OCCHIO YAso !!! ...
SE leggerà questo commento un jazzista .... ti seguirà fino in capo al mondo per "strapparti la lingua" e cercherà di farti "rimangiare" TUTTO HAHAHAHAHAHHHAH
Io NON sono jazzista percui ... mi faccio solo una risata e mi diverto a leggere certe cose ! LOL
La musica è ANCHE 'come dici tu, la prova VIVENTE, e non solo!, sono i musicisti autodidatti che hanno fatto più o meno successo studiando RELATIVAMENTE poco * ma le BASI sempre e comunque la hanno studiate.
Nelle interviste non lo dicono, "figheggiano" alla grande ;oP - ma .... le hanno studiate, stai tranquillo che le hanno studiate ehehheheh
Già solo il fatto di 'fare accordi' IMPLICA necessariamente uno STUDIO - altrimenti col caxxo che li suoni ( e stò parlando di Do maggiore, Mi m, Rem, La m e La M ... tutti quelli in prima posizione . fai te - non posizioni estese o altri arrangiamenti !)
SaluTOneS
SaluTON OF TONEs
http://kataese.wix.com/antonellocatanese
===ma le BASI sempre e ...
cio' non e' assolutamente vero.. nel senso che la stragrande maggioranza della musica rock, blues, etnica, popolare, folk, pop, soul, funky, dance, techno, electro, hip hop, rap ecc. ecc. anche di successo e' fatta da gente che ha cominciato senza darsi pena di farsi alcuna "base"...
ma stavamo parlando di altro... ovvero, se la consapevolezza dei propri mezzi compositivi o esecutivi e' determinante per la riuscita delle nostre composizioni o esecuzioni..
ovviamente no.. :-) ..
il tutto non vuol dire che chi, invece, vuole sviluppare nel suonare i generi di cui sopra un approccio "consapevole", "studiato", "razionale", simile a quello che si ha con la classica e col jazz fa male... vuol dire che non si possono dare ricette di sicura riuscita...
o anche.. nessun insegnante, io compreso, puo' permettersi di esprimersi per portare acqua al proprio mulino, perche'? perche' bisogna umilmente riconoscere che molti, per diventare bravi, e' meglio se a scuola non ci vanno... men che meno alla nostra...
;-)
di fatto non esistono ricette ...
GIUSTO !!!!!!!!!!!!! ...
..... e basta ;))) ahahaa
SaluTOneS
SaluTON OF TONEs
http://kataese.wix.com/antonellocatanese
sono dubbioso....
fare lo stesso anche con un assolo o fraseggio, scomporlo una o due battute alla volta vuol dire analizzarlo ed assimilarlo (studiando anche quindi il fraseggio in funzione dell'accordo sulla quale sta suonando e non limitarsi a memorizzarlo meccanicamente allora si che è di utilità minima) ed avere sempre piu' assi nella manica da giocarsi durante improvvisazioni o composizioni varie.
Personalmente io faccio molti esercizi ma costituiscono il 15-20% del tempo che dedico allo studio, il resto si concentra sullo studio di brani o parti di essi.
In ogni caso son d'accordo con te sul fatto che le due cose non sono intercambiabili ma complementari!
Spero di non aver frainteso il tuo commento! :)
===perchè dici che un brano ...
hai presente la differenza fra giocare al calcio e fare allenamenti per giocare a calcio?
===In ogni caso son d'accordo con te sul fatto che le due cose non sono intercambiabili ===
appunto...
:-)
===hai presente la differenza fra ...
ahhaha..si ma dato che ero una sega mi son dato alla chitarra....
.....anche se non con migliori risultati :)
Concordo con Yaso (!) perchè, ...
Ma se è vero che conta il risultato, a questo "risultato" ci devi pur arrivare e allora l'unica maniera conosciuta è studiare, non c'è alternativa perchè nessuno nasce imparato...
E' però altrettanto vero che il modo o metodo con cui si studia influisce pesantemente con i tempi necessari al raggiungimento del risultato. Ergo se studio adottando un metodo PER ME VALIDO impiegherò meno tempo a raggiungere quello che mi sono prefissato, se invece uso un metodo sbagliato, ci metterò di più ad arrivare o al limite non arriverò mai dove volevo.
Quindi dire che gli esercizzi non servono o dire che servono è un'emerica cazzata, perchè è una visione estremamente limitata del problema. Se per esempio io non ho mai preso una chitarra in mano è inutile che proviu a fare Jimi Hendrix, non ci riuscirò mai e perderò solo del tempo nel tentativo. Quindi il principiante è meglio che si dedichi ai suoi noiosissimi esercizi di tecnica, perchè solo così potrà in breve tempo imitare i grandi. Superato il primo gradino, ogniuno è libero di scegliere cosa è meglio per se, io concordo con chi sostiene che suonare è meglio che fare e rifare le scale, ma tanto lo sappiamo tutti che l'unica risposta certa è la più semplice: suonare e studiare, suonare e studiare, suonare e studiare, suonare e...
Vivi e lascia vivere
http://www.youtube.com/user/MrMartinez53
grazie per il tuo concordare, ...
per fare buona arte o buona musica non ci sono ricette...
per ottenere una certa tecnica (se ci sembra piacevole, divertente o necessario) occorre un approccio tecnico....
la cosa piu' interessante (si fa per dire) che mi e' sembrato di dire nel mio intervento e' che, se lo scopo e' crescere tecnicamente, non si puo' dire che suonare brani concepiti come esercizi sia la stessa cosa di suonare brani musicali...
perche?
perche' i primi sono, appunto, concepiti in modo da far sviluppare, attraverso difficolta' calibrate, la tecnica di chi li pratica...
Concordo, non fa una piega...;-) ...
Vivi e lascia vivere
http://www.youtube.com/user/MrMartinez53
Hai ragione al 90%...
hai ragione... gli esercizi ...
Per questo t'ho suggerito di ...
Tutti questi grandi big hanno ...
Inoltre spesso (o forse addirittura sempre) sono persone dotate, pertanto quello che riescono a fare, gli viene "abbastanza" semplice. Dico abbastanza perchè comunque secondo me è il risultato di un faticoso e meticoloso lavoro mirato all'ottenimento di un risultato che rasenta la perfezione, e questo si chiama esercizio.
Nel momento in cui un artista ha una qualche idea, qualche passaggio, fraseggio, ecc si ritroverà a doverlo analizzare per capire come eseguirlo, farlo rendere al meglio, e anche questo si chiama esercizio.
Magari uniscono l'utile al dilettevole (beati loro che se lo possono permettere), ma io li vorrei vedere dopo un anno che non toccano una sei corde cosa succede....
Son d'accordo con quanto dice Il buon Jana: "In ogni caso, a volte il dubbio è che fare esercizi sia un alibi. Una maniera per continuare - con la coscenza a posto - a prendere tempo piuttosto che affrontare effettivamente lo stato di salute e la maturità del proprio modo di suonare."
Ciao
Ma....
Se voglio imparare un assolo che tecnicamente fatico ad eseguire, io lo suddivido in pattern, ne studio un pezzo alla volta partendo con il metronomo a bassa velocità per poi pian piano progredire fino ad arrivare alla velocità originale.
Questo non è fare esercizio? spiegatemi che differenza c'è tra fare tecnica con una pentatonica cacofonica ( nel senso che fonicamnte fa cacare ;)))) ) e farlo con un insieme di 3/4 battute alla volta del solo di un brano.
Sono certo che anche il signor verheyen ha utilizzato lo stesso mio metodo per imparare i brani quindi forse qualcuno dovrebbe spiegargli che anche lui ha fatto esercizi di tecnica per arrivare al livello in cui si trova adesso. No?
MARCO
Per esempio è impossibile o ...
Hai ragione, sono d'accordo, mi ...
Ciao Jana, Rock 'n' Roll!
MARCO
Non capisco...cosa cambia studiare a ...
I brani che andiamo a studiare contengono, appunto, le scale e le diteggiature che dobbiamo sapere. Sicuramente è più interessante, più piacevole e da più senso a quello che si fa, io personalmente lo preferisco. Ma è nerd anche chi passa le ore in cameretta a suonare solo i brani preferiti.... insomma senza la ripetizione meccanica, la mano non si scioglie e non si esercita la memoria della muscolatura.
Oder nicht?
: )
Music is my Mistress...
Basta una serie di note. Il resto è improvvisazione.
Hai ragione Axel ma, come ...
Io in tutta onestà di esercizi nudi e crudi ne ho fatti ma la maggior parte della tecnica l'ho sviluppata studiano brani di altri.
MARCO
Appunto....sei in linea con il ...
Ciao!!!!
Music is my Mistress...
Basta una serie di note. Il resto è improvvisazione.
C'è solo un modo per ...
Gli esercizi cromatici li ho sempre detestati, ma ho dovuto prendere atto che mi aiutavano a migliorare alcuni movimenti, per cui li evito il più possibile ma ogni tanto...
Non si può generalizzare
2) gli esercizi comunque portano a dei miglioramenti, questo è indubbio, infatti tutti i musicisti classici passano ore e ore a "muovere le dita"
3) gli esercizi sono terribilmente noiosi e più sono meccanici e ripetitivi più ti annoiano (sfido chiunque a sostenere che si diverte molto di più a fare piegamenti e scatti da fermo per ore piuttosto che giocare una partitella di allenamento ...)
4) la tecnica da sola passa in secondo piano rispetto musicalità, gusto, inventiva ... ma questo è anche un ottimo alibi per giustificare che non hai voglia di romperti il c... a fare esercizi
5) ...
Detto questo ognuno deve trovare il giusto equilibrio (ovvero deve capire che tipo di studio deve fare per ottenere più rapidamente dei miglioramenti, senza annoiarsi troppo ed in base ai risultati che si è prefisso), ma ritengo che questo sia un percorso strettamente personale ed individuale.
Mah, Verheyen può dire quello ...
Giorgio
bah io non sarò un ...
Non dimentichiamoci dell'insegnante!
Non ho fatto un patto col diavolo ma semplicemente è da un anno che vado a lezione 1 ora la settimana. A casa faccio i miei esercizi e poi il mio insegnante verifica se ci sono errori e mi indica la strada giusta da percorrere. Anche io sto studiando con i metodi di Stetina come base ma da solo non avrei ottenuto nulla, certi difetti di esecuzione io proprio non li sentivo e finché non li senti non li puoi eliminare. Altra cosa importante é che certi trucchetti non te li insegna nessuno! Per concludere consiglio a tutti quelli che si sentono come mi sentivo io di fare una prova con un bravo maestro, non ve ne pentirete!
Grazie Blackmama, testimonianza preziosa. io ...
io posso confermare la cosa dall'altro lato, quello dell'insegnante.
Alcuni dei risultati e miglioramenti più sorprendenti li ho visti realizzare da chitarristi già maturi, diciamo tra i 25 e i 35, ma anche 40 anni. Autodidatti incalliti, totalmente a digiuno di tutto (teoria, impostazione, diteggiature) ma che suonavano da anni, tanto e con passione, esattamente e solo quello che volevano loro. Queste persone hanno affinato un senso della musicalità pazzesco, hanno le mani che già viaggiano: non appena scoprono il perchè teorico delle cose che magari fanno ad orecchio da sempre, coordinano e organizzano in diteggiature sensate quello che hanno apppreso scopiazzandolo da dischi, colleghi e cd e apprendono gli strumenti tecnici per suonare con meno fatica, letteralmente sbocciano!
Mi sono divorato in più ...
Direi che ne sono uscito con un sacco di idee e stimoli per esercitari...rubacchiando le cose che mi sono piaciute di più a tutti...quindi: thanks raga! ;-)
Dico la mia. No agli esercizi fine a se stessi.
Si a imparare le canzoni e isolarme le parti più difficili ripetendole da sole come esercizi.
Per esempio nella lezione di batteria pubblicata ieri qui su Didattica Accordo fanno esattamente così!
http://didattica.accordo.it/article.do?id=65186
Ciaooo!
Autodidatta....una vita a strimpellare...poi poche lezioni e si cambia musica!
Ho anche io quasi una quarantina d'anni, ho "suonato" a caso per una vita e poi...quasi per scherzo ho preso la mia prima lezione di chitarra.
Ti si apre un mondo nuovo, quello che prima era oscuro ti diventa via via sempre più chiaro, limpido!
Ma se solo avessi preso il maestro di chitarra prima....
Poi esercizi, teoria e le canzoni che hai ascoltato una vita.... quelle si che possono diventare un' ottimo trampolino didattico.
Ola.
Seccondo me Verboten... Verstanden... Verbania ...
Io o imparrato li tagliano sensa libbri e hora l'oparlo alla perfezzione. :-)))
"Rifletti prima di pensare" (Diumafe di fronte allo specchio della mente).
ALE' !!!!!!!!!!!!! mi ti ...
mi ti avere càpitò ;)
tSaluDOneS
SaluTON OF TONEs
http://kataese.wix.com/antonellocatanese
STUDIARE é INUTILE!!!!! No ...
No grazie, per nessuna cosa al mondo me la sarei bevuta, sarei caduto in questo tranello, le canzoni, i pezzi, riff a ripetizione e niente altro?, pura illusione di chi s'annoia e vuole andare al sodo. E' solo un illusione, un buon maestro, gli esercizi su scale, arpeggi, accordi a più voci, studio del senso armonico e chi ne ha più ne metta ti creeranno un bagaglio tecnico prezioso fondamentale che poi in seguito potrai utilizzare grazie alla tua innata musicalità (se c'è l'hai) e senza problemi di sorta ti permetteranno di suonare qualsiasi cosa anche la Quadriglia volendo.
Il tutto per non rimanere ancorato ai soliti 4, 8, 0 perché no anche 16 pattern roccheggianti, che ti danno la sensazione di un superfico musicale, quanti ne ho visti di questi tali transitare alla fine mesti presso lo stesso maestro.
BYE.
Salvo er Texano.
Se provo un brano 100 ...
E non è forse come allenarsi in vista di una partita di calcio? :) O ti butti in campo direttamente, senza scaldarti, senza conoscere le regole?
Smettiamola di vergognarci dicendo che studiamo, siamo nel 2012. Liberi tutti di pensare quel che si vuole, quindi io sono libero di pensare e di credere che la tecnica aiuta a creare musicalità, che l'espressività può essere insegnata, che il feeling ci può essere in quattro note lentissime come in un lick molto veloce, che si può diventare musicali.
La verità sta nel mezzo..
PS. Il commento/testimonianza dell'accordiano Blackmama mi pare il più vicino a quello che ho fatto io finora chitarristicamente parlando.. e se tanto mi da tanto, corroborato anche dal commento successivo di Jana sullo "sbocciare" dei chitarristi autodidatti incalliti una volta che gli si spiega il perchè delle cose, prima o poi anche io (dopo 18 anni da autoerot.. ops.. autodidatta) mi prenderò qualche lezione.. :-)
La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori (J.S. Bach)
prima o poi anche io ...
...ben fatta! ;-)
Ottima decisione.
ROCK!
guarda qua quello che ho appena letto
http://www.corriere.it/salute/12_aprile_30/chitarra_limite_eta_didiodoro_e3a9ca4e-904f-11e1-803b-373c4ae603d3.shtml
La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori (J.S. Bach)
La mia interpretazione di quanto ...
E' normale comunque che per analizzare tecniche complesse si arrivi al punto che si debba suonare (con molta disciplina) con metronomo anche a tempi molto lenti ed innaturali o studiare teoria / lettura musicale per stimolare il rapporto con lo strumento stesso o con altri strumenti.
The Haddocks ||| Vinile ||| Soulphits
studiare non è per tutti
Non hanno mai studiato 6 ore al giorno, non sanno che il tocco viene prima nel sogno poi nell'onda che spinge la tavola sul mare -
Ho avuto la fortuna di sentire tanti musicisti - tutti mi hanno detto che prima studi tanto e non guardi le fighe - poi devi pensare e trovare il tuo suono - dopo avrai l'onda perfetta e ai molti sembreà tutto facile.
Chi ha voglia fa bene a studiare.
Io nemmeno nella mia descrizione ho scritto "sono un chitarrista" perché non ho gli stessi obbiettivi.
Io sono un appssionato di musica che suona la chitarra.
Trovo che ci sia uno scollamento tra i "chitarristi" e la musica di oggi, ma anche di ieri e dell'altro ieri.
C'è un affanno smisurato alla ricerca di virtuosità non richieste, a meno che uno non voglia fare il turnista allora tutto ha più senso.
La musica e la maggioranza degli eroi dei chitarristi non piacciono alla gente di oggi, ma anche di ieri...tutta musica "scacciafiga", ne è la prova che qui ci sono pochissime donne.
Io non vedo tutta questa richiesta di musica strumentale e nelle canzoni l'assolo dura pochi secondi.
Il tempo degli assoli lunghissimi è finito negli anni 70, non piacciono più da tempo immemorabile.
Quanti utenti ci sono qui ora? più di 30.000 credo...ecco ci sono almeno 29.980 chitarristi solisti.
Invece di pensare a fare assoli infiniti in musica per 4 gatti non sarebbe meglio fare musica più popolare migliore di quella che c'è in giro oggi?
Non c'è bisogno di grandi chitarristi, c'è bisogno disperato di grandi canzoni.
La fantasia non si insegna, l'ispirazione non si insegna, si può insegnare solo la tecnica.
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccolo e non è ancora uscito!
http://www.youtube.com/goodboy65
La verità sta sempre nel mezzo
Io trovo che servano entrambi, e che nessuno dei 2 prevarichi sull'altro. Quando suonavo i miei amati pezzi metal con lo sguardo rivolto al tramonto e la bionda come dice il Jana :), affinavo il feeling nei pezzi, mettendoci il cuore e facendoli suonare come Dio comanda. Mentre passavo le ore a fare plettrata alternata invece, rafforzavo enormemente la rilassatezza del playing e la sicurezza di quel che facevo. Eccedendo nel primo approccio mi capitava di trascurare la tecnica, irrigidendomi e suonando tutto 'uguale alla registrazione'ma con un sacco di fatica inutile, impedendomi di essere proprio 'padrone' del pezzo, rimamendo sempre sul filo del rasoio. Eccedendo con il secondo approccio, invece, capitava di eseguire i pezzi in maniera precisa, sicura, rilassata ma molto fredda e accademica.
Quindi in conclusione non penso che tutti si possano permettere di suonare i pezzi ad orecchio non curandosi degli esercizi dedicati alla tecnica, perchè non tutti riescono a plettrare in downpicking a velocità folli con la mano al contrario come Friedman (per fare un esempio). Serve un occhio su come metti le mani e su come ti comporti sugli esercizi. Così come non ci si può permettere di fare cromatismi 8 ore al giorno per poi passare ad un blues strappalacrime ... in 32esimi XD.
Io trovo che SERVANO entrambi i modi di vedere lo studio e la pratica sullo strumento. Che poi, una volta passati gli anni da 'nerd', si voglia dire che 'ho fatto tutto ad orecchio e sono figo' ... ci credo :)
http://facebook.com/BomaOfficial
http://www.youtube.com/BomaMetalhead
Quando ho preso in mano ...