Questo piccolo fatto mi portò a riflettere: ma quanta forza ha la bimba in un dito? Poca, se paragonata alla forza che di solito il chitarrista usa per suonare le sue note senza rumori. E allora come ha fatto con così poca forza a suonare efficacemente quella nota? La risposta immediata fu che la bambina, fortunata, aveva proprio centrato bene la corda sotto la punta del dito e proprio subito dietro al tastino, il punto e il modo migliore. Ma bastano il dove e il come premere per annullare la domanda sul quanto premere? La domanda subito successiva, quindi, fu: ma qual è il minimo di forza necessaria per poter suonare efficacemente una nota?
A questo punto tolsi la mano dalla sua posizione abituale, proprio per resettare ogni abitudine e, passandola sopra al manico, cominciai a suonare una nota sul mi basso senza premere. Ottenni ovviamente un non-suono, una nota muta. Poi aumentai la pressione, minimamente, arrivando a ottenere il classico suono che frigge, usando ancora pochissima forza. Cominciai allora ad alternare note suonate bene a note fritte (quelle note spernacchianti di quando premi poco o male una nota) cercando di indagare il confine, il limite fra le due situazioni. In effetti la forza che serve a suonare pulita una nota è poca, pochissima, quella che una bimba di un anno può esprimere in punta al suo dito indice. Risultarono quindi evidenti almeno un paio di concetti:
sì, basta premere nel modo e nel punto giusto per suonare efficacemente una nota, senza forza;
il chitarrista medio usa sempre troppa forza e, comunque, spesso non ottiene un suono nitido.

In effetti una volta che la nota suona bene, aumentando la pressione non si avvertono differenze, salvo il leggero crescere d’intonazione della nota, ma in proporzione molto minore al crescere della forza.
Ulteriori considerazioni portarono a valutare quanto spesso tutta quella forza, invece, influisca negativamente sul nostro suonare. Più forza usiamo, infatti, più la mano si irrigidisce, perdendo la posizione e la postura ottimale e perdendo anche molta elasticità, velocità, agilità, leggerezza e, quindi, perdendo anche molta precisione.
La parola d’ordine allora torna a essere il relax. Questa conclusione veniva, nel frattempo, avvalorata anche dagli articoli che l’ottimo Gianfranco Di Mare scriveva su Chitarre nella rubrica “Body Guitaring”.
Il problema è che dopo anni di mano dura, il chitarrista medio, al solo sentir parlare di chitarra o di suonare irrigidisce istantaneamente tutta la mano. Alcune delle conseguenze e delle cause di questi atteggiamenti li ho trattati anche nei precedenti articoli (Il chitarrista discende dalle scimmie e Il mignolo è l’indice), ma la soluzione quale potrebbe essere?
Per me (e per molti miei allievi) la soluzione efficace è stata fare gli esercizi “senza premere”. Ovvero suonare qualsiasi esercizio, scala, frase desideriamo suonare ed esercitare senza premere le note fino in fondo, poggiando il dito sulla corda solo sfiorandola, come per fare un armonico, di punta, ben piegato e distante dalle altre dita, nel punto giusto della corda, del dito e del tasto, ma senza premere. La forza minima necessaria e sufficiente a suonare, infatti, è più simile a quella che utilizziamo così che non a quella (troppa) che usiamo normalmente.
Ovviamente non credo sia necessario suonare sempre tutto così, ma per esempio suonare così prima e dopo avere esercitato i legati può essere un buon modo anche per defaticare la mano e per ri-tarare la forza su misure più umane.
Vorrei raccontarvi anche di quel mio ottimo allievo, il quale, avendo studiato molto e con molta decisione nell’arco del primo anno si trovò con una piccola ciste sul polso (e infiammazione e dolore). Io, dopo avergli consigliato la visita da un medico specialista, gli consigliai comunque di riposare, senza suonare, per qualche settimana, magari con anti-infiammatori, e poi gradualmente riprendere a suonare pochi minuti al giorno (ad aumentare) ma sempre senza premere. Con mia immensa soddisfazione, Niccolò, si ripresentò a settembre senza più dolore, senza più ciste (la classica pallina) e con mani che andavano il doppio rispetto a tre mesi prima... e con le parole "ho fatto come mi avevi detto"!
Mannaggia... la ciste sul polso!!
La riflessione è interessante, e utile ...
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: La riflessione è interessante, e utile ...
Francesco D'Amico
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Francesco D'Amico
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Francesco D'Amico
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Giorgio
Apparte il mio allievo, io ho avuto la ...
Francesco D'Amico
E' capitato anche a me ...
Mi ha fatto ricordare di un ragazzo che avevo ...
Lo disse anche Blackmore in un'intervista da ...
RISPARMIA ACQUA, BEVI BIRRA!
Re: Lo disse anche Blackmore in un'intervista da ...
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Complimenti per l'articolo!! (e anche per gli ...
Puntualizzazione extra-musicale
jeb
Re: Puntualizzazione extra-musicale
Francesco D'Amico
Malmsteen esempio...
Incredibbbbbile!
augurgi cibono amaio sai cos'hai fattolo in queste
Certo che per bending e vibrato bisogna ...
Francesco D'Amico
Un piccolo consiglio secondo me utile...
Re: Un piccolo consiglio secondo me utile...
Francesco D'Amico
come vuoi suonare?
Re: come vuoi suonare?
Francesco D'Amico
Re: come vuoi suonare?
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Francesco D'Amico
Mani dure è dire poco...
Francesco Potì