Tutti quanti usiamo il palm muting per le ritmiche rock e sappiamo come questa tecnica ammorbidisca l'attacco della nota ma ne accorci anche il ciclo vitale creando un effetto quasi percussivo.
Quel che vi propongo è di suonare una nota in palm muting, ma, non appena la suonate, rilasciate il palmo, sollevatelo. Così facendo la nota riprenderà a vibrare normalmente senza dunque morire subito.
Il primo effetto che otteniamo, avendo smussato l'attacco, è una sensazione di bassa dinamica, poiché l'attacco della nota è diretta conseguenza del nostro suonar piano o forte, anche se non è così.

A questo punto, se suonavate con suono pulito, o acustico, l'effetto che si ottiene è semplicemente di una diversa proporzione fra l'attacco e il decadimento: siamo abituati a un attacco netto con un forte picco dinamico e a un rapido decadimento iniziale della nota. Stavolta però, avendo smussato l'attacco col palm muting, la proporzione fra questi due momenti sarà di (quasi) parità. La nota sembrerà non decadere e quindi, per contrasto con le nostre aspettative/abitudini, sembrerà quasi crescere.
Se usavate un bel suono distorto, quasi imballato, l'effetto appena descritto andrà a sommarsi ad altri più o meno noti: la distorsione, comprimendo il segnale, ne allunga la fase di decadimento e aumenta (la percezione del) sustain oltre a schiacciare l'attacco, quindi l'effetto appena descritto sarà più evidente, ma poi subentrerà probabilmente anche quel minimo di feedback che invece oggettivamente (non solo per percezioni e aspettative, dunque) aumenterà l'intensità della nota. Ecco che il grafico della nostra nota, invece di scendere inesorabilmente, avrà una (seppur leggera) salita prima della sua inevitabile morte.
Ma tranquilli: morta una nota se ne suona subito un'altra (fumata bianca).
Per fare un esempio è come la differenza fra un ramo spezzato, di legno grezzo, pieno di schegge, corteccia e asperità di vario genere paragonato a una mazza da baseball: liscia liscia, lucida e confortevole ma forse anche più solida. Oppure un panno di feltro fra l'incudine e il martello: non arriverà il “ttìn” violento del metallo, ma il dito lì in mezzo non lo metterei comunque.
Il SUONO NELLE MANI
Francesco D'Amico
Bene.
Re: Bene.
Francesco D'Amico
Re: Bene.
Re: Bene.
Francesco D'Amico
Mi ero perso un numero di chitarre: giusto ...
Francesco D'Amico
Mi piace quello che scrivi, si vede che mediti ...
Giorgio
Re: Mi piace quello che scrivi, si vede che mediti ...
Francesco D'Amico
ho letto tutta la serie di articoli che hai ...
"..and here beneath this star tonight I'll lie.."
Re: ho letto tutta la serie di articoli che hai ...
Francesco D'Amico