Gli armonici (detti anche armoniche, ipertoni, parziali, formanti) si generano spontaneamente dalla vibrazione di corpi elastici (nel caso della chitarra sono le corde - più le vibrazioni intrinseche dello strumento stesso). L’armonico più grave, quello che ha vibrazione più bassa, si chiama armonico fondamentale. Esso determina l’altezza del suono complesso. Gli armonici superiori, quelli che si generano per vibrazione e che diventano via via più acuti, ne determinano il timbro, in base anche alla loro intensità.
Le frequenze di questi armonici superioni sono multipli della fondamentale percui avremo:
2 x freq. = secondo armonico
3 x freq. = terzo armonico
4 x freq. = quarto armonico
... e così via
La serie è teoricamente infinita (l’orecchio umano, oltre una certa altezza, non li sente più).
L’intensità degli armonici tende a diminuire, non in modo lineare, man mano che si sale verso quelli più alti ed è importante ricordare che la somma di tutti questi armonici, ognuno con la sua intensità relativa, dà vita al suono complesso e al suo timbro particolare.

Ora, dopo avervi fornito queste informazioni basilari e non essendo lo scopo di questo articolo farvi un trattato sulla teoria degli armonici ma bensì chiarirvi perché si armonizza la scala maggiore per terze, definiamo ancora una piccola cosa che ci permetterà di arrivare alla conclusione: quando analizziamo due suoni distinti a distanza di ottava possiamo verificare che gli armonici del suono più alto sono tutti presenti nel suono più basso, ed è perciò che l’intervallo di ottava delimita l’ambito su cui vengono effettuate le ulteriori suddivisioni (semitoni e toni nel nostro sistema musicale).
Detto questo arriviamo al nocciolo dell’articolo che pone la sua attenzione su una cosa molto importante: il 4°, 5° e 6° armonico corrispondono rispettivamente alla prima (o tonica), terza maggiore e quinta giusta.
4^ armonico = I prima
5^ armonico = III terza maggiore
6^ armonico = V quinta giusta
In pratica si tratta della triade maggiore.
Questo primo “accordo” per cui è presente già in natura ed è il fondamento dell’armonia tonale occidentale.
Il passo successivo è stato quello di applicare tale teoria (armonizzazione) sui gradi della/e scala/e e ricavare così le note relative agli accordi che noi conosciamo.
Bell' articolo
jimmi
Re: Bell' articolo
Antonello
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Articolo molto utile. Una risposta sintetica, ...
Le cose semplici sono le migliori.
Rifletti prima di pensare.
Re: Le cose semplici sono le migliori.
Antonello
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Veramente interessante, guardando quelle onde ...
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Antonello
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Articolo interessantissimo, oltre che di ...
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