di redazione
- accordiano DOC
#116 |
19 December 2010 @ 08:00 |
13
I Beatles rappresentano un esempio di quei mostri sacri con cui tutti i musicisti prima o poi si trovano ad aver a che fare. Riproporre una cover di un brano dei Beatles vuol dire inevitabilmente paragonare il proprio prodotto a quello che anni prima è entrato nella storia della musica. Ciò provoca una pressione non indifferente e la band si ritrova a lavorare sull'arrangiamento di un singolo pezzo dei quattro di Liverpool più di quanto non faccia per l'intera scaletta. Le alternative sono due: stravolgere un classico proponendolo a modo proprio sperando che piaccia o faticare per raggiungere la perfezione, o quanto meno avvicinarcisi. Quando però la band è composta da sola chitarra e voce le carte in tavola cambiano considerevolmente.
Se da una parte l'avere un solo strumento con cui eseguire un intero brano può rappresentare un grosso limite, dall'altro apre la porta a nuove possibilità interpretative, che possono personalizzare grandi successi senza trasmettere la sensazione di voler entrare in competizione con essi e senza doversi necessariamente imbarcare in complicati arrangiamenti alternativi votati a introdurre qualcosa di nuovo in un pezzo che potrebbe considerarsi già perfetto così com'è. Le ritmiche presentate in questo video da Paolo Pilo sono tratte dalle sue versioni di The Long and Winding Road, Things We Said Today e Girl, tre brani dotati di un forte carattere che Paolo decide di rispettare ma senza rinunciare a imprimere il suo inconfondibile marchio su ognuno di essi.
di exile
- accordiano
#25134 |
19 December 2010 @ 23:12
I Beatles sono stati il primo gruppo ad avvicinarmi alla musica, li ascoltavo sin da piccolissimo. Bellissimo video, amo le canzoni dei beatles, perchè ognuno le interpreta in modo diverso, senza necessariamente stravolgere il pezzo.
di lele1977
- accordiano
#27094 |
21 December 2010 @ 23:11
Nel 2010 quando ascolto una registrazione dal vivo dei Beatles mi chiedo come facessero a realizzare sonorità ed armonie così complete con 4 strumenti di legno e pochissimi se non inesistenti effetti. Ragazzi, che MITO !!
di markov
- accordiano
#20344 |
22 December 2010 @ 16:55
Bravo Paolo, veramente belli e utili questi video. Senza arrivare alla tua altezza insegnano a valorizzare pezzi altrimenti banali o stra-conosciuti.
Io li sto vedendo da poco e ho una domanda (magari e' la prima cosa che hai spiegato... sorry...): che plettro usi?
Io suono principalmente la chitarra elettrica e li' uso il tipico plettro un po' spesso con un po' di punta tipo Paul Gilbert, che facilita le scale ed e' incisivo nelle ritmiche; per l'acustica c'e' chi consiglia di usare il thin (soprattutto per le pure ritmiche ad accordi), chi il medium... nel tuo stile, in cui usi plettri e dita, puo' andar bene un heavy come quello che dicevo per l'elettrica?
Grazie e continua cosi'!
di PAOLOPILO
- accordiano
#15161 |
23 December 2010 @ 14:24
ciao io uso dunlop 73 se ho bisogno di arpeggiare lo giro nel senso che nol lo uso dalla punta ma dal lato cosi è meno morbido. per suonare gypsy jazz invece uso plettri wegen 3,5 mm. grazie ancora e ciao
di beatleslover
- accordiano
#28192 |
26 February 2011 @ 22:47
prima di dire che non stravolgi un pezzo mi chiedo se l'originale l'hai mai sentito perchè di sicuro gli accordi non sono quelli, stendendo un velo pietoso sul "come" li suoni
complimenti ancora a paolo, neo endorser ...
no comment
I Beatles sono stati il primo gruppo ad ...
I cari Beatles...
"We dance to the tension of a world on edge"
beatles dal vivo
Quale plettro?
Re: Quale plettro?
Re: Quale plettro?
SuperLoco
prima di dire che non stravolgi un pezzo mi ...