Di fronte a qualsiasi progressione armonica dallo standard jazz alla “canzone del sole” il chitarrista (o musicista in generale) si pone il problema di come improvvisarci sopra.
I ragionamenti sono più o meno uguali per tutti: troviamo un eventuale tonalità comune, individuiamo le modulazioni eccetera.
Anche in fase di composizione spesso si tende a costruire brani su una scala: allora avremo la tipica “cavalcata” a suon di arpeggioni e note pivot sulla scala minore armonica depilandoci il petto come Malmsteen, oppure una bella diminuita alla Mike stern suonando il più out possibile e via dicendo.
Ma se riuscissimo a creare scale nostre? Ovvero scale “con la sonorità del singolo brano”?
Per spiegarmi meglio faccio un esempio, prendiamo “la canzone del sole”:
| A | E | D | E |
indubbiamente siamo in A maggiore (tralascio discorsi modali ora inutili alla spiegazione).
Quindi la scala di A maggiore “contiene” in se la sonorità della “canzone del sole” giusto?
Ok però se suono la scala senza la base armonica nessuno mi dirà “oh! Questa è di Battisti!”
Per il semplice ed ovvio motivo che la scala è in grado di riprodurre più sonorità, qui i modi ci aiutano: avremo un misolidio alla AC\DC un dorico alla Eric Johnson e altre mille e mille cose che tutti conosciamo.
Immaginiamo però di creare scale “ad canzonem” (concedetemi il latinismo maccheronico!), ovvero scale che riproducono una ed una sola sonorità.
Scegliamo per esempio due accordi simili tra di loro ma incompatibili nella caratteristiche fondamentali:
| E- | E7 |
bene, a me piace il funk quindi prendo la mia solid body e giu di sedicesimi, ottengo una ritmica del genere:

da notare che ho usato una posizione in cui mantengo fissa la tonica e la settima minore e sposto solo la terza che da minore diventa maggiore, questo per rendere meno brusco il passaggio.
Ed ora creiamo la scala “ad canzonem”.
Considero E-7 come dorico e E7 come misolidio quindi:
E-7 dorico = E F# G A B C# D
E7 mixo = E F# G# A B C# D
Si nota subito che le due scale si differenziano solo per una nota (la terza).
Eliminadola si ottiene una scala ibrida:
E F# A B C# D
Ecco una possibile diteggiatura:

prendendo come modello base questa scala aggiungiamo i nostri abbellimenti preferiti ad esempio:
- appoggiature cromatiche
- arpeggi
- arpeggi con note out
- ecc
ricordatevi che la natura molto “fusion” della base armonica ci permette anche esperimenti arditi.
In questi esempi ho volutamente utilizzato soluzioni “ovvie” o comunque di facile applicazione ma riuscite ad immaginarvi cosa potreste ottenere con più di due accordi oppure con accordi complessi… esempio: | D-7 (11) | Bbsus4 |
Il mio era solo un semplice esempio a tratti banalissimo, però è un’idea e come tutte le idee va sviluppata.
Alla prossima.
ma per imparare a im
Re: ma per imparare a im
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NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO
Re: ma per imparare a im
Re: ma per imparare a im
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.
Re: ma per imparare a im
"Thanks Steu,
There will be a time when we can p
Re: ma per imparare a im
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oh molto interessante
ti rinnovo i miei co
alex.blues.
Spunto interessantissimo, ma...
"La tecnica non conta. Io mi occupo di emozioni."
Re: Spunto interessantissimo, ma...
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questo tipo di 'pers
Antonello
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Re: questo tipo di 'pers
Quando leggo un arti
complimenti
ottimo articolo, int
Re: ottimo articolo, int