Un saluto a tutti. Un amico della tribù degli Accordiani, mi ha suggerito di pubblicare un articolo sull'Armonia. Questo è senza dubbio l'argomento più ostico e controverso di tutto l'iter accademico musicale. L'Armonia è l'alchimia della Musica. E' l'arte di mettere assieme le note in senso verticale dando vita a delle costruzioni sonore. Non si può parlare di un argomento così vasto in un solo articolo. Quello che si può fare però, è lanciare un piccolo sasso in uno stagno.

Per parlare di Armonia bisogna fare un passo indietro.
Nella Musica Classica, non esistono sigle con le quali codificare gli accordi di un brano. Questo appartiene al linguaggio moderno. Noi usiamo mantenere una posizione fissa e cambiarla di volta in volta quando la melodia lo richiede.
Se ascoltate un brano di Musica Classica, noterete che sotto il tema tutto è in movimento: tutto è più contrappuntistico.
In questi casi gli accordi sono il frutto di un incontro di voci che si intersecano tra di loro.
Lo studio armonico, fatto in questo senso, è come entrare nel DNA degli accordi e muovere le sue particelle.
Quello che vorrei proporvi non c'entra molto con il Classico che magari non è il tipo di musica che volete suonare. Il punto è:iniziare a vedere gli accordi non più come blocchi di note da spostare come sacchi di patate, ma come più voci da far fruire in un unico indotto.
Portiamo l'argomento nella visione di un chitarrista.
Se suoniamo un brano in Bossanova style o Swing, noteremo che gli accordi non saranno mai pieni come accade in altri stili più popolari.
Suoneremo sempre armonie a quattro voci: un basso su una triade soprastante.
Il chitarrista che non ha una preparazione armonica, può suonare ugualmente questi accordi se imparerà le posizioni da un qualsiasi prontuario di armonia Jazz collegandole alle sigle corrispondenti. Si apre il Real Book alla pagina che si desidera, si leggono le sigle del pezzo e si piazzano le posizioni come le avete studiate.
Questo è un modo sbrigativo ma approssimativo di suonare Jazz.
Quello che vi propongo è analizzare quello che succede all'interno di queste polifonie, potendole meglio manipolare arricchendole con colori aggiunti che faranno la differenza.
La sinapsi tra l'armonia Jazz e l'armonia Classica la possiamo generare in questo punto.
Accordi a quattro voci-Corale-Quartetto.
Ebbene. Se vogliamo armonizzare una melodia cantata in stile corale, abbiamo bisogno di quattro cantanti: Basso, Tenore, Contralto e Soprano. Questi verranno sovrapposti nell'ordine citato. La voce superiore, cioè il Soprano, suonerà come linea melodica. Il Basso scandirà le fondamentali. Le due intermedie, Tenore e Contralto, armonizzeranno il tutto (questo è detto in modo molto maccheronico).
Se vogliamo sviluppare lo stesso concetto in stile strumentale, ci serviremo di un quartetto che può essere d'archi o di fiati.
Prendiamo ad esempio gli archi.
Violoncello, Viola, secondo violino e primo violino oppure Contrabbasso, Violoncello, Viola e Violino. Il concetto è lo stesso.
Nel caso delle voci o di strumenti solisti, abbiamo bisogno di tanti strumenti per quante voci ci occorrono per la nostra polifonia.
Per il Pianoforte e la Chitarra, possiamo sintetizzare il tutto da soli.
I pianisti hanno il vantaggio di poter suonare anche sette note contemporaneamente.
I chitarristi dovranno trovare una sintesi a quattro voci. Ed ecco qui che ci riallacciamo al sistema classico.
E' giusto dire che, nella Musica Classica, non è facile spostare le voci da un accordo a un altro. Ci sono una miriade di regole, divieti ed eccezioni che regolamentano il flusso delle note.
Chiaramente con queste regole verrà fuori un suono in stile Classicheggiante (potrebbe piacere agli amanti del Metal neoclassico).
Ad ogni modo, se dovesse interessarvi questo aspetto, vi consiglio la lettura del Manuale di Armonia di Arnold Schonberg. E' un acquisto prezioso.
Per quanto riguarda lo stile Jazz-Blues in genere, non ci serviremo questo tipo di regole. Siamo più liberi di muoverci assecondo del nostro gusto.
Adesso però, guardiamo le nostre posizioni in modo diverso.
Un basso, due voci intermedie che armonizzano (in genere c'è i terzo grado con un alterazione) e una nota finale che darà un suono melodico all'accordo.
Una triade di Si minore su di un basso di Sol ci darà SolMaj7.Do maggiore sul basso LA sarà Lam7.Sol minore su Mi sarà Mim7/5b.
Quando un accordo contiene più note tipo LA13 o m11, allora questo si può alleggerire omettendo una nota. La più eliminata è la quinta.Il casi meno frequenti la terza o addirittura la tonica, dove c'è una situazione molto chiara in termini di andamento delle voci.
Es.Sul giro di Sol.
SOLMaj7-MI7/9#- LAm7 -RE7/9b Nell'esempio sottostante sono riportate posizione tipiche della chitarra Jazz o Bossa.

Questo non è altro che un comunissimo giro armonica(Anatole)in tonalità di Sol maggiore.
Per questioni estetiche propie del linguaggio Jazz, useremo degli accordi a quattro voci (Qui vi riporto una mia elaborazione base in swing style ma le variazioni sono tante).
Il SOL maggiore si arricchirà della settima maggiore(FA#), il MI minore diventerà maggiore aumentando il terzo grado (SOL#) con l'aggiunta della settima (RE) e con la nona aumentata (SOL naturale) ci darà un suono ambiguo bitonale (Blues Sound) Il La minore sarà rinforzato con la settima (SOL)e il RE7 lo ammorbidiremo con la nona bemolle (MIb)che tende a risolvere sul RE quinto grado di SOL.
Suonati così, come se fossero accordi da "Falò, è un pò riduttivo. Adesso vi proporrò tre esempi molto basilari (terra terra) di movimento armonico.

Nel primo i bassi anticiperanno gli accordi. Prima di raggiungere l'accordo successivo ho usato un basso di preparazione e uno sulla tonica che anticipa il suono dell'accordo.
Nel secondo,ho usato delle note di collegamento nel registro più alto dando la sensazione di una linea melodica di contrappunto che segue il tema del pezzo (eventuale).
Nel terzo caso, tutte le voci si muovono insieme sviluppando una melodia tipo corale. Se avete una Synth Guitar potete divertirvi con un effetto di Strings o di Brass.
Bè io ci ho provato. Spero di essere riuscito a far passare il senso di tutto ciò. Nel jazz abbiamo la facoltà di suonare gli accordi in molti modi diversi anche improvvisando.
Il punto è che tutto deve essere compatibile con quello che suona il resto della band.Quindi libertà e conoscenza.
Libertà non vuol dire fare quello che ci pare. La libertà è la possibilità di esprimerci secondo le nostre naturali inflessioni ma nel rispetto di quello che ci circonda.
Questo concetto è Universale. Vale per l'Arte, la Filosofia, la Società e la Politica.
Spero di esservi stato anche soltanto un pò... utile.
Un saluto.
bravo!
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: bravo!
Ma come mai...
Gianfranco Di Mare
www.musas.org
Malformazioni biologiche?
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Re: Malformazioni biologiche?
Bravo Davide
Ciao Valerio. Innan
sospiro di passione!!!
Re: sospiro di passione!!!
un ringraziamento a DavideDerora