Jean Baptist e Reinhardt detto Django era uno zingaro, nato zingaro e zingaro rimasto fino al giorno della sua scomparsa . Era uno sbruffone litigioso e pieno di sé. Si riteneva il più grande chitarrista del mondo (e forse lo era). Otteneva onorari spropositati, che assolutamente non divideva con i suoi musicisti e che sperperava nei modi più diversi. Attratto dal gioco e da ogni forma d’azzardo era capace di dilapidare in poche ore somme che per l’epoca erano enormi. Si racconta che avesse sempre in tasca arruffati come cartacce banconote per somme altissime, orologi d’oro al polso, ogni forma di anelli a tutte le dita della mano destra, collane e bracciali vistosissimi. Vestiva sempre abiti elegantissimi e costosissimi camicie cucite su misura e scarpe italiane di vernice. Le sue chitarre, sempre fatte su misura dai più famosi liutai del tempo, erano dei veri e propri gioielli.

Quando iniziava i concerti si sedeva elegantissimo, sorridente e attendeva che uno della band gli consegnasse in mano la Maccaferri lucidissima. Però lui era uno zingaro e a volte capitava che nel bel mezzo di un tour, nei più lussuosi alberghi di Parigi, scappasse per fare festose rimpatriate fra la sua gente. All’ombra delle roulotte dove venivano organizzate incredibili feste in suo onore, dove lui era considerato dai suoi “cugini” poco meno che un dio.
Django già da bambino era un bravissimo suonatore di banjo, era l’attrazione della tribù Manouche in cui viveva all’interno di una roulotte. In verità poco si sa della sua infanzia, di sicuro non ebbe nessun tipo di educazione né musicale né scolastica, infatti era del tutto analfabeta. La prima incisione la fece a 18 anni, nel Marzo del 1928 , a Parigi come “accompagnatore” di un trio composto che suonava walzer tanghi più pezzi gitani. Nel novembre dello stesso anno Django ebbe un incidente che gli cambiò la vita. Infatti a causa di un incendio nella sua roulotte perse l’utilizzo delle ultime due dita della mano sinistra. La leggenda narra che a causa dell’incidente avrebbero dovuto amputargli la mano ed il piede sinistro, ma Django rifiutò l’amputazione superando fortunosamente il rischio di cancrena. Durante la convalescenza sviluppò una tecnica che gli consentisse di continuare a suonare la chitarra anche con tre sole dita. E’ proprio questo che vorrei approfondire in questo articolo.
Il suo più grosso problema era come suonare gli accordi. In effetti non era semplice farlo con tre dita! Prima di tutto dobbiamo tenere conto che delle tre dita rimaste “buone” c’era il pollice, che normalmente non viene utilizzato direttamente dai chitarristi per suonare, ma solo come appoggio della mano sul manico. Quindi Django dovette incominciare ad usarlo per prendere le note sul E basso, lasciando quindi libere altre due dita, l’indice ed il medio, che servivano per prendere gli altri voicings degli accordi. In oltre non poteva prendere tutte le note che compongono l’accordo e quindi decise di “scegliere” di suonarne solo alcune! Il dito medio ed il mignolo non erano amputate ma erano “offerse” ovvero non riusciva a muoverle e a dare forza sui tasti, ma le utilizzava per “mutare” le corde che non dovevano suonare.
Nell’esempio che voglio mostrare in questo articolo farò vedere come Django “accompagnava” un blues con i suoi accordi a tre dita e mezzo! Questo lo ritengo interessante, non per pura curiosità, ma per vedere quali note di un accordo Django riteneva più incisive, è anche utile sapere questo per chi ha tutte le dita!
Propongo due corus di un tipico blues in Bb a la Django. Gli accordi sono i seguenti:
| Bb6 - - -| Eb7 - - -| Bb6 – F7 C#°| Bb – F°-| Eb6 - - -| Ebm6 - - - | Bb – F7 -| Bb6 - C#° -| F7 – E7 - | F7 - - - -| Bb6- B° -| F7 – C#°|
|Bb – F° -| Eb6 – Ebm6 - | Bb – F7 -| Bb6 – E7-| Eb7 - - -| Eb7 - - -| Bb6 – F7 Eb°| Bb – C#° -| Cm7 - - -| F7b5 - - -| Bb6 – Eb7 -| Bb6 – F7|

Il giro armonico è un classico blues maggiore in dodici battute. Nella figura1 c’è la griglia di accordi a tre dita. E’ da leggere come segue: nella griglia dell’accordo il E basso è la linea più a sinistra. Quindi gli accordi si “leggono” da sinistra a destra. Il numero messo sulla nota al basso è il relativo tasto. Ogni accordo della griglia è considerato ripetuto per due battute tranne quando c’è scritto diversamente sotto. C’è inoltre da considerare che: Django utilizzava il pollice per prendere le note al basso, sarebbe d’uopo per noi penta diti utilizzare il medio o l’indice per prendere le note al basso. Provate e divertitevi. E se vi piace nel prossimo articolo parleremo di cosa Django suonava sopra questi accordi.
Bene, bravo, bis!
L'albero non fa il mogano
Re: Bene, bravo, bis!
Re: Bene, bravo, bis!
Re: Bene, bravo, bis!
Re: Bene, bravo, bis!
Re: Bene, bravo, bis!
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Questo è uno dei po
Re: Questo è uno dei po
Re: Questo è uno dei po
Re: Questo è uno dei po
Re: Questo è uno dei po
Re: Questo è uno dei po
oh mio dio
<i>rock n rollah!</i>
Molto molto interess
"Tecnicamente non sono un chitarrista, tutto
Grandissimo Django e
Corriamo curvi come gatti, travolti da quest'onda
Re: Grandissimo Django e
Davvero un articolo
Tutto rigorosamente, esclusivamente IMHO
Grande!
alex.blues.
Accordi
bellissimo articolo,
si parliamone
Interessantissimo
Gratta
E' un pò come quand
Breve aneddoto: come
Bell'articolo, siamo
F7b5 ???
Una leggenda!!!!!!!!
"Sure I like country music, I like mandolins, but
10 CD 10
Fenomenale...
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In ordine sparso, cioé disordinatamente.
Re: In ordine sparso, cioé disordinatamente.
Django e le elettriche
Re: Django e le elettriche
Incontri
16mm
Re: Incontri
MAFIA
Blues is easy to play, but not to feel...
<a hr
poesia