Qualcuno, :-) qualche giorno fa, da qualche parte, mi ha scritto: "... E magari se ti scappasse un articolo su Fire and Rain... ;-)".
Bene, devo dire che prima dell'articolo, è scappata una rapida trascrizione, che ho il piacere di sottoporre alla vostra attenzione, e che mi è piaciuto preparare perché - come tanti altri brani composti da James Taylor - Fire and Rain è una canzone alla quale sono molto legato, per tanti motivi. Soprattutto, perché è uno dei brani su cui ho imparato a gestire alcuni aspetti tecnici della diteggiatura (per la mano sinistra), a riconoscere le atmosfere sonore degli accordi sospesi tipici di Taylor, ed a capire che, in fondo, un capolavoro musicale può essere anche composto usando ingredienti semplici, come l'immediatezza comunicativa ed una struttura armonica essenziale.

Forse è difficile trovare qualcuno che sul globo terracqueo :-) ancora non conosca questa canzone. Perciò, ogni tipo di commento ad essa potrebbe apparire superfluo. Su di esso, la mia opinione è comunque questa: credo che Fire and Rain rappresenti, per tanti versi, un brano in cui il primissimo Taylor è forse il se stesso più credibile, come chitarrista, musicista ed essere umano.
Per quanto riguarda l'ultimo aspetto, ovvero la profonda umanità di Taylor, è il caso di ricordare che questo brano fu composto in memoria di Suzanne Schnerr, sua amica, da lui conosciuta durante uno dei tristi periodi di soggiorno in un istituto psichiatrico, e morta suicida. A questo episodio si deve perciò la natura estremamente intima del testo del brano, che in certi passaggi assume il tono di una preghiera.
Dal punto di vista chitarristico e musicale, invece, il brano è come detto essenziale, minimalista, con pochi espedienti tecnici di rilievo, anche perché nella versione originale la chitarra di Taylor è supportata dal pianoforte di Carole King, quindi per certi versi è meno evidente rispetto ad altri brani. Ma in alcune versioni live del brano, in cui Taylor si esibisce come one-man band, i passaggi della chitarra acustica sono ben udibili, e mostrano in pieno la loro semplice bellezza.
Una nota finale: molto interessante è l'accordo sospeso di La utilizzato sia nel finale del refrain, sia nel finale del brano stesso. Lo è perché, per quei tempi, si trattò sicuramente di un espediente armonico molto innovativo (molto tayloriano, potremmo dire), considerando inoltre che soprattutto nel finale, Taylor modula dei bellissimi vocalismi basati sull'ampia scelta melodica che fornisce la strutturazione armonica dell'accordo.
Concludo dicendo che la trascrizione - di cui trovate i link nelle risorse dell'articolo - come al solito non è definitiva, né esaustiva. E' una semplice versione, che spero vi farà piacere provare a suonare, ed ovviamente, modificare. Ricordatevi di mettere il capotasto mobile al secondo tasto, far risuonare molto i bassi, e di sfruttare appieno il reverbero naturale della vostra acustica.
Per scaricare la trascrizione in PowerTab, vale quanto detto per quella di You Can Close Your Eyes (vedi risorse dell'articolo).
Perciò, buon divertimento, e alla prossima ;-)
M
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