nopickman scrive "Un mio amico, X, viene chiamato da Y, direttore ed insegnante di una scuola di chitarra moderna, perchè cerca dei didatti per gli allievi/e di primo anno. Durante il primo colloquio gli viene spiegato che, essendo autodidatta, X può anche essere bravissimo, ma non può insegnare se non agli studenti di primo anno; potrà accedere all'insegnamento dei corsi superiori solo se in seguito vorrà approfondire i suoi studi presso quella stessa scuola, o presso altre ("perchè ognuno è libero di avere le proprie preferenze"). Per questo primo colloquio, ad X è stato detto di non portare la chitarra, perchè l'incontro è solo orientativo. Alla fine, X lascia ad Y l'indirizzo del proprio sito da cui scaricare degli mp3."
Passano 10 giorni circa e Y ricontatta X telefonicamente dicendogli di averlo scelto, e di volere che lui cominci i corsi a settembre; gli chiede se è intenzionato a farlo "come un secondo lavoro", e dice anche che "la didattica sta prendendo piede in Italia".
Si incontrano il giorno dopo. Ecco un estratto del dialogo:
X: "Hai ascoltato i miei mp3?" Y: "No." X: "Come hai fatto a scegliere me rispetto agli altri?" Y: "Mi sono fatto consigliare dal segretario della sede della tua città." X: "Ah.." Y: "Ok, per insegnare presso la mia scuola dovresti fare un corso da noi" X: "Un corso?" Y: "Sì, ma è solo per mostrarti il programma da insegnare agli allievi" X: "Ok, durata?" Y: "Non so, può essere dai 3 mesi ai 2 anni" X: "Accidenti, ma perchè tutto 'sto tempo? Non mi hai neanche ascoltato suonare."
A questo punto, X e Y suonano un po' insieme.
Y: "Sei bravissimo, però hai la tua impostazione e vorrei usassi il mio modo di suonare, quindi ti ci vuole il corso." X: "Adesso che mi hai sentito suonare, puoi dirmi quanto durerebbe questo corso?" Y: "Non so, può durare dai 3 mesi a 1, 2 anni, dipende quanto tempo impieghi a cambiare impostazione".
A questo punto X spiega ad Y che non è disposto a cambiare impostazione perchè preferisce avere un modo di suonare personale, quindi rinuncia all'offerta di lavoro. Voi cosa avreste fatto?
Impostazione e stile personale...
...interessante... in quanto chitarrista live, studente e insegnante,capisco la problematica. Io cercherei un compromesso,nel senso che il proprio stile uno lo ha sempre e comunque Quando si tratta di lavorare in un instituto didattico capisco che ci siano delle "preferenze" chiamiamole cosi sui metodi che comprendono anche l'impostazione dell'insegnante. Mi spiego meglio: Se sei un mostro a suonare il Rock e Hard Rock "a la" ZAkk Wilde probabilmente hai buone conoscenze tecniche e teoriche per suonare un decente o quanto meno onesto e non pretenzioso Jazz,ma non credo sia possibile avere una manualita su accordi alterati o diteggiature di scale particolari portando la chitarra a 3 cm dal cavallo il braccio destro tutto steso sul body della chitarra etc,etc... E VIceversa!!!! Ho notato che per riuscire ad essere un buon insegnate,cosi come un buon musicista, bisogna avere un po' di tutto, in modo di risultare il piu "versatile" possibile, tanto il tempo e il modo di essere personale lo trovi indipendentemente dall'impostazione che hai! é chiaro che quando sei fuori a suonare Fai quel che C*@!? ti pare! Io Ho trovato il compromesso ,perchè ci voglio vivere, allora che sia una serata o una settimana in accademia non importa. Cerca di vederla come un modo diverso di dire la stessa cosa!
Ok X, parliamone...
Stile. premettendo che ho 18 anni e sono pieno di buoni ed innocenti ideali mi permetto di commentare dicendo che d'impulso anche io avrei risposto così. Riflettendo mi rendo però conto che il "Musicista" è, fra gli artisti, quello che più di tutti dovrebbe essere versatile. A volte penso al mio amato Steve che nei suoi album fa le peggio cose e poi ti suona Villa Lobos senza battere ciglio e penso: "Ma come Cxxxo fa?" Versatilità e Stile. Adattarsi non significa rinnegare il proprio stile... Stile, significa essere versatili e fare tutto pur rimandendo se stessi... Stile... bisogna essere DENTRO la musica... e la musica è immensa ragazzi...
<p>Brian May</p><p>"You can be be everything
Scusatemi la malizia...
Passatemi il pensiero malizioso... ma ... non è che per caso Y fosse interessato a X più per fargli fare il corso piuttosto che per farlo insegnare???
Ummm.....
Jurgen
Luca
La mia esperienza
Non da insegnante chiaramente ma da allievo. Non esistono insegnanti tuttologi, quelli che insegnano tutto di solito insegnano a suonare tutto alla stessa maniera, invece un insegnante deve essere specializzato, anche se questo non vuol dire ignorante di tutto il resto ovviamente (ci mancherebbe). Un insegnante non deve essere un libro, non deve insegnarmi la scala, grazie al cavolo quella me la leggo sul manuale, deve insegnarmi l'espressività, il feeling, il tocco, a dare un senso a quello che si suona e a dirmi quando devo suonare e quando devo star zitto, molti sottovalutano l'uso delle pause, invece è fondamentale. Questo perchè la musica è un linguaggio, come tale l'allievo deve imparare ad usarlo, come dice il mio maestro "è inutile che quando finisci la fantasia ti studi un'altra scala, come se invece di parlare italiano studi e parli il francese, se quello che dici erano caxxate allora caxxate resteranno". Quindi sviluppare la fantasia, la musica, non solo la manualità e l'impostazione, come se esistesse l'impostazione perfetta, esistono regole per facilitare l'esecuzione, il resto è personale, che me ne frega se suoni col gomito sopra, con la mano chiusa o aperta, etc... si deve imparare a farlo si, poi però si sceglie quella più comoda, l'importante è che tiri fuori qualcosa di "ganzo" dalla chitarra, dalla testa.
Detto ciò, che è la mia opinione non necessariamente condivisibile e applicata al mio genere e al mio modo di suonare, quello che voglio farti capire è che secondo me questo signore intortava parecchio coi suoi corsi etc... e magari pure da pagare di tasca propria, il che mi fa sospettare ben altro purtroppo, ma si sbagliava di grosso, fossi stato in lui avrei chiesto prima di suonare, poi di prendere un argomento e spiegarlo come se io fossi uno che deve imparare (non tutti i chitarristi nascono insegnanti, anzi...) e poi avrei valutato. In buona sostanza, imho o aveva le idee un attimino poco flessibili o qualche fregatura dietro l'angolo c'era.
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Dipende...
Dipende da qual'era la sua impostazione, a che genere era destinata la sua didattica, o se doveva tenere lezioni di tipo generico e di fondamenti (tecnica e teoria). Logico che per uno che ha appreso i fondamenti della tecnica, l'impostazione da pochi problemi a essere cambiata o meno, ma se uno studente deve inziare da zero deve avere delle cose ferme: tra queste l'impostazione è la prima. Poi come ho detto dipende se doveva insegnare elettrica o acustica, ecc. In ogni caso penso che come è già stato detto, per ogni genere c'è un'impostazione consigliata: provate a suonare metal con la posizione da chitarrista classico della mano destra e fatevi due risate! Per il resto, se fosse toccato a me, il discorso era piuttosto: "devo pagare io il corso?" e "quando mi date di stipendio????"
<p>In SHRED we TRUST!</p>
Re:Dipende...
Suonare metal con l'impostazioe da classica metal e ci faciamo due risate? E perchè? L'impostazione "corretta" sulla chitarra esiste, certo, non è definibile in modo astratto una volta per tutte e per tutti: esistono tante impostazioni corrette quante sono i chitarristi. Ognuno di noi ha infatti una struttura fisica della mano irripetibile ed inoltre può trovare più comodo un certo "assetto" piuttosto che un altro. Ma la posizione "corretta" esiste ed è fondametalmente quella che ci permette di avere meno problemi nel suonare, ci fa evitare cioè tutti quegli angoli tremendi che distruggono i nostri tendini. Non penso che nessun insegnante sano di mente insegnerebe a suonare con una impostazione alla Zakk Wylde...se poi parliamo di risate perchè fa figo suonare con la chitarra livello ginocchia questo non è un problema di musicisti. Voglio vederlo l'amico a 50 anni come suona bene. Segovia ha suonato finchè non è morto ultra-novantenne, certo non suonava più come quando era nel pieno delle sue forze, ma che riuscisse ancora a fare dei recital a quell'età ce la dice lunga su cosa vuol dire avere una buona impostazione. Per quanto riguarda mister X penso che gli volessero fregare solo dei gran soldi...ma scusate, voi chiamereste un insegnante a cui dovete prima fare un corso? Poi questa vaghezza, 3 mesi, 1 anno, 2 anni: vengo a fare l'insegnante quando ho preso la pensione? Ma dai...
Re:Dipende...
Calma, penso di essermi espresso male. Io parlavo di impostazione delle mani, come ho sempre associato il termine a quello. In ogni caso non sono uno che suona la chitarra a livello ginocchia, anzi. A quel riguardo penso che l'impostazione migliore sia quella che permette un angolo di circa 90° dell'avanbraccio sinistro con il resto del corpo. Quello che volevo dire con impostazione classica, era quella della mano destra di un chitarrista classico, quindi da chitarra classica. Penso sia impossibile poter suonare metal in quel modo! E comunque come giustamente hai detto ognuno la adatta alle proprie esigenze. Però quello che volevo dire è che comunque per ogni genere esiste un impostazione consigliata, e preferibile. Così insomma non avevamo tutti gli elementi necessari per giudicare questo caso. Ciao.
<p>In SHRED we TRUST!</p>
Re:Dipende...
Ho capito quello che vuoi dire e da un certo punto di vista hai ragione, ma vorrei precisare che secondo me la differenza di "impostazione" la fa il fatto di usare o no il plettro. Penso che l'impostazione del braccio destro potrebbe essere la stessa anche per uno che suona metal, certo, deve cambiare tutto ciò che rende diverso suonare con le dita o con il plettro. Prova a vedere come suona Faresi(mi pare si chiami così), lo shredder di cui si è parlato qualche aticolo fa http://www.francescofareri.com/ per vedere cosa sto cercando si spiegarti in modo così fumoso.
Re:Dipende...
Calma, forse mi sono espresso male, molto probabile dato che avevo scritto di fretta. Allora con impostazione io intendevo impostazione della mani (almeno io ho sempre inteso quello) non sono uno che suona la chitarra a livello ginocchia anzi, penso di essere uno dei pochi che la tiene un po' più su del suo uccello ahahhahahh!!! Va beh, scherzi a parte, quello che volevo dire con impostazione classica, era quella della mano destra sulla chitarra classica!!!! Capito? E non dirmi che non ti metteresti a ridere, perchè se tu riesci a suonare del buon metal con quell'impostazione della mano ti pago da bere (solo un taglio però eh:), basti pensare per i palm mute come li faresti con il polso in fuori, bohhhh!!! Quello che volevo dire era che ogni genere ha una sua impostazione e così come è stata posta la questione, mancavano elementi necessari a giudicare bene.
<p>In SHRED we TRUST!</p>
Re:Dipende...
Sono daccordo. Per la chitarra, come credo per tutti gli strumenti, esistono dei metodi e delle impostazioni base: un insegnante dovrebbe partire da questi, per dare all'allievo gli strumenti per poi sviluppare il proprio stile e la propria impostazione. Personalmente da un insegnante mi aspetto che mi insegni teoria e pratica di base, ma soprattutto un metodo per imparare, che è quello che, una volta terminate le lezioni, ti permette di crescere da solo. Il mio insegnante mi ha mostrato come si tiene correttamente la chitarra, io ho provato la varie posizioni e quella con cui mi trovo meglio (e che uso anche con la chitarra folk) è quella classica, con la chitarra appoggiata sulla gamba sinistra rialzata. Ma sarebbe sbagliato se a dei miei futuri allievi insegnassi solo questa posizione. Quanto al caso del post principale, avrei dato la stessa risposta di X; pretendere che per insegnare uno deba fare un corso, e per giunta di durata così indefinita, mi puzza molto di presa in giro .
........ho già sentito questo discorso..........
Ho gia sentito questo discorso........non è che il titolare della scuola è per caso un personaggio molto famoso in Italia, che ha scritto molti libri e che ha sedi della scuola sparse in tutt Italia?.......Se è lui (preferisco non fare nomi), credimi, non centra niente l'impostazione, ma centra il portafoglio di questo signore che si vuole gonfiare un po troppo......a me questa esperienza non è nuova. Fammi sapere Alessandro Pasqual www.alessandropasqual.com
<p> <a href="http://www.alessandropasqual.com/"> w
E il corso chi lo paga?
Come altri hanno gia' detto... qui sento puzza di truffa, e di quella fetente. Di formazione dei nuovi dipendenti ne abbiamo sentito parlare tutti... di formazione della durata di "due mesi... tre anni... dipende" anche, e' la formazione truffa di chi ti sta prendendo per .... Sarei curioso di sapere che razza di scuola e' quella di Y... so che senz'altro io non ci andrei. Ale
Un pò di precisazioni
Allora, inanzitutto X insegna già privatamente, di conseguenza sa cosa vuol dire "versatilità per insegnare"; i suoi allievi gli chiedono da Zakk a Robben Ford. X non tiene la chitarra ad altezza ginocchio, eheh! Ha provato varie impostazioni e ha trovato quella che lo soddisfa. X e Y hanno suonato su questa progressione: Gm7, Ab7+, D7, Eb7+, Ab7 5b (se non ricordo male :^); l'abbiamo suonata insieme e in effetti X sa suonarci sopra. Insomma, X non suona solo con le pentatoniche o le sestine di sedicesimi. Y è molto veloce, preparato, ma secondo me, bè, opinione *personale*, suona ogni solo dall'inizio alla fine allo stesso modo. Non voglio pensare che Y abbia detto quelle cose per soldi, a quanto ne so ne ha bizzeffe di allievi! Penso sia proprio una questione di mentalità, del tipo: "Sì, sai suonare, ma il modo giusto di farlo te lo insegno io". Per esempio, ha detto ad X che tiene il plettro inclinato in modo che quando suona si sente il rumore; ma voi pensate a Gambale, Shawn Lane, Brett Garsed, Marty Friedman, Greg Howe e vi metterete a ridere, costoro hanno un'impostazione personale e *suonano* in maniera personale.
Re:Un pò di precisazioni
ecco...se gli fai vedere friedman? che fa sviene?! oppure gli taglia una mano... Il suonare con la chitarra bassa non è solo fighetteria...è una questione di comodità per la mano destra...almeno per me è...ovvero il braccio essensdo steso fa meno fatica...ad esempio a studiare da seduto faccio più fatica, e sento dopo un po il braccio dolere...vero è che da seduto posso fare cose che da in piedi con chitarra che sbatte sugli zebedei potrei...ma maluccio... insomma è una questione di priorità, se devo suonare i maiden, chitarra giù...se devo fare i dream...chitarra su...il problema è quando vedo M. Romeo...tecnicissimo con la chitarra sotto terra...come cavolo fa...
ciao germano ps pure al pitrelli, megadeth, chitarra giù ma gran tecnica...boh, bisognerebbe essere abituati
Impostazione????
ragazzi cosa dovrebbe dire Jeff Healey sentendo il nostro sginor Y?? O meglio cosa direbbe il nostro Sig. Y sentendo Jeff Healey? NOn suona bene perchè non ha la mia impostazione????
Re:Impostazione????
Qualcuno di voi ha mai visto dal vivo Pat Metheney? ( e' una domanda retorica, non rispondete :O)) Questo gentiluomo insegna alla Berkley di Boston e tra i suo allievi c'e' un signore che all'anagrafe fa Hiram Bullock...
"Made in Italy"
Non mi stupisce questo episodio tristissimo... purtroppo ai giorni nostri qua in Italia non si fa che adorare il turnista, supportare le cover band, fare corsi di tecnica dai chitarristi che ronzano intorno a nomi più o meno famosi ma... ci si allontana sempre più dalla dimensione artistica, sembrerebbe che sempre meno (MOLTA meno) gente sia spinta a suonare davvero, a metter in musica le proprie emozioni, per cui tanto vale studiare quello che ci possono dare prendendolo come postulato, in fondo chi lo fa è "famoso"... Forse tra un pò qua da noi si incominceranno a vedere sulla nuca dei chitarristi scritte del tipo "Made in Italy"...
Re:"Made in Italy"
Non ho capito bene il discorso, in pratica ci si allontana dall'arte perchè si cerca di studiare più che in passato? Spiegami meglio. Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:"Made in Italy"
'azz! era il mio secondo post ed il mio secondo post dove non si capisce niente...! il discorso è che al giorno d'oggi, sempre di più, l'approcio allo strumento sta diventando del tipo "se voglio diventare bravo devo studiare, avere l'impostazione che mi insegniano e masticare in continuazione roba altrui" che secondo me allontana dall'appriocio più spontaneo e puro che, secondo me, si dovrebbe avere con l'arte, la comunicazione. io prendo uno strumento e ce la metto tutta, trovo le vie più "mie", seguo la mia direzione, anzi, la creo. con questo non intendo dire che la tecnica sia malefica, l'impostazione un clichè da cancellare (te lo dice uno che alla tenera età di 17 anni la sua l'ha dovuta rivedere per un apparente principio di tendinite!), ma vedendo da fuori il mondo della "scuola", della chitarra "accademica" e standard mi rendo conto che si vanno creando questo tipo di "deviazioni" che a volte sfociano addirittura della chiusura mentale nei confronti di molta musica (la più banale anche se non così rappresentativa "cobain era una mezzasega, non sapeva suonare. che schifo!"; quante volte l'avete sentita? a me fa un pò accapponare la pelle, non per cobain in se, ma perchè è sintomo di una chiusura ed una insensibilità inquietante!). sia chiaro, so che non stiamo parlando di matematica e questi non sono postulati! semplicemente l'impressione che l'esperienza ha creato e consolidato in me (ci mancherebbe!).
Re:"Made in Italy"
Ok, adesso mi sembra più chiaro, guarda, io penso che si tratti semplicemente dal tipo di approccio alla musica (o all'alrte in genere), esiste un approccio ragionato e razionale ed uno libero e spontaneo, io non so quale dei due sia più valido se in effetti si posa definire un criterio di valore ma posso dirti che esistono entrambi e a seconda del periodo storico ci i affida più all'uno che all'altro... personalmente non trovo che lo studio sia limitnte, costruire una strada attraverso lo studio ti permette di scoprire molti percorsi che sono stati già fatti da altri pima di te e ti permette di arricchirti di quelli che "ti trasmetono qualcosa" lasciando per strada quelli superflui, ci sono due modi per crearsi il proprio stile: uno è non ascoltare niente e far fluire la tua musicalità completamente libera ma quando hai mille influenze che si fondono fra loro e ti puoi permettere di selezionare (cosa che fai inconsciamente sia chiaro) il tuo stile si crea lo stesso perchè è riflesso della tua personalità che si presume unica... è un po' come l'esploratore, se vuoi sapere come arrivare alle parti inesplorate devi prenderti una mappa che ti indichi quali sono già state visitate prima, altrimenti corri il rischio di spendere una vita ad esplorare cose già fatte ;-)
In entrambi i casi ci sono le deviazioni che dici, chi studia troppo (e non voglio definire un limite dello studiare troppo in senso assoluto... diciamo che ognuno di noi ha una capacità di gestire una quantità variabile di studio) rischia di suonarsi addosso e chi non studia o studia poco finisce per giustificare la propria superficialità con la presunta purezza del proprio stile... ho conosciuto diversi musiisti che suonaano tecnicamente ineccepibili o cmq erano notevoli tecnicamente ma alla fine non avevano neanche la più pallida idea di cosa significasse comporre un pezzo (e ricorrevano al vocabolario di fraseggi per riciclare mille volte cose di altri come in un collage senza anima), ma altrettanti dell'altra sponda he esibivano uno stile perosnale privo di significato fatto di piccoli trucchetti con la leva o con qualche effetto che mal celava un approccio superficiale alla musica ed un desiderio di "produrre qualcosa di buono in poco tempo"... da questo però escluderei i turnisti che secondo me fanno un caso a parte, è il loro lavoro saper suonare di tutto e non credo sia giusto biasimarli visto che in Italia quella deturnista è praticamente l'unica via lavorativa percorribile. Robyz
PS scuate i caratteir persi per strada ma sta tastier fa veramente cgare... rivoglio la miaaaaaaa
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:"Made in Italy"
ciao robyz, evidentemente mi sono spiegato male una seconda volta. nel tuo discorso vedo parecchi punti comuni al mio punto di vista, non vedo però una risposta al mio post, evidentemente poco chiaro! :-) quello che intendo dire è che quello che vedo guardandomi intorno è che la situazione sta -secondo me- precipitando: gente che prende a modello personaggi e lavori che nemmeno conosce (=dai quali potrà quindi imparare poco cercando di seguirli), rifiuto sempre più diffuso del nuovo e "fuori dai canoni", supporto nei confronti delle varie cover band, tributi e "cloni" in genere ecc. e questo si vede anche nell'approcio controverso ed "inconsapevole" che sempre di più hanno sullo strumento. i due esempi che tu mi citi sono abbastanza comuni e in realtà molto vicini fra loro: l'uno si proccupa di eseguire gli "hot licks" di troy stetina al fulmicotone senza però avere un'idea precisa di cosa farsene dopo (non sarà certo il poter attingere dalle frasi il risultato che si insegue? semplicemente lo si fa per fronteggiare la mancanza di inventiva ed esperienza vera e propria "sul campo"), l'altro di arginare in suo favore la sua mancanza di approcio allo strumento e la sua scarsa motivazione mascherando quanto non si preoccupa nemmeno di cercare davvero, ma entrambi hanno in comune il fatto di metter la musica in secondo piano, di essere inconsapevoli di quello che fanno. ed il problema è proprio lì: ci si sta deconcentrando da quello che è in realtà il fulcro di tutto per ogni piccolo motivo.
Re:"Made in Italy"
e allora chi invece avrebbe a fuoco l'obiettivo primario della musica? Non certo uno o l'altro gruppo di musicisti ma uno trasversale che indipendentemente dal proprio approccio fa musica senza risparmiarsi... dovresti conoscerne qualcuno di turnista per renderti conto che ci sono musicisti straordinari che uniscono alla grande cultura musicale e lo studio una personalità ed un carattere unico... fuori dal canone per cerit versi (se dovessimo considerare solo chi suona davvero fuori dai canoni ne rimarrebbero davvero pochi in circolazione fra turnisti e musicisti famosi) e tradizionali per altri. Poi se ancora non ho capito il discorso fammi qualche esempio di musicista che ritieni "fuori dai canoni" e di qualche altro che invece è solo un contenitore vuoto di idee altrui. Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><