bx03 scrive "Salve a tutti! Desidero condividere un problema che mi assilla da anni: migliorare la propria tecnica (parlo proprio di meccanica: alternate picking, tapping, sweep, bending, etc...) in maniera proficua, ovvero con un buon rapporto risultati/tempo impiegato."
Cerco di spiegarmi: sto parlando di "problema" perche' non riesco ad affrontarlo. Infatti cio' a cui mi sono ridotto si puo' riassumere in poche righe:
1) Passo dei mesi a suonare poco e magari con la testa piena di altri pensieri;
2) Improvvisamente mi rendo conto che la mia tecnica fa schifo e decido che devo migliorare. Ecco che passo 2 settimane chino sulla chitarra a fare 2 ore di esercizi di tecnica al giorno (per me 2 ore sono tante siccome lavoro ed ho vari impegni extra);
3) Dopo 2 settimane non vedo ovviamente grandi risultati, l'entusiasmo del momento si spegne e segue un periodo in cui dalla delusione quasi non tocco lo strumento;
4) Vai al punto (1)...
Potrebbe sembrare banale o ridicolo, ma per me non lo e'. Vorrei conoscere alcune vostre esperienze, un po' per darmi coraggio e un po' per incoraggiare chi come me si trova a 26 anni "infastidito" dai 16enni (per l'amor del cielo, W i 16enni, non ho nulla contro di voi!) che passano i pomeriggi a fare sweep e sono tecnicamente migliori di te. Ok, ok! C'e' l'esperienza, la teoria, la dodecafonia, il fraseggio, il "cuore", sono d'accordo, ci mancherebbe... Ma cavolo! In fondo il chitarrista rock/metal (alla cui schiera appartengo) a volte ha anche bisogno dell'animale scarica di note pulite alla fine dell'assolo per sfogarsi... E io vorrei raggiungere questo (non e' lo scopo della mia vita, beninteso, solo un GRANDE SFIZIO che vorrei togliermi).
Non parlo di minimo sforzo e massimo risultato, ma di sforzo ragionevole per un risultato soddisfacente.
Quindi: c'e' qualcuno di voi che in una situazione simile alla mia si e' detto "ok, ora per un anno mi faccio ALMENO un 30 minuti al giorno di tecnica per 5 giorni alla settimana e un po' dovro' pur migliorare"? Lo avete fatto? Ha avuto successo?
E poi: farlo da soli? E' consigliabile un maestro a chi non ha tempo? Bisogna fare almeno un'ora per avere risultati (ok, e' soggettivo, ma chi ha capito il problema sa come rispondere)?
Io suono da 20 anni (ho cominciato con il pianoforte e da 10 anni suono l'elettrica, non sono stato costante, ma non ho mai avuto periodi di inattivita' maggiori ai 4 mesi).
Quindi: consigli, esperienze, suggerimenti: BENACCETTI!
Ciao & grazie!
Sono un sedicenne...
Ciao, sono un sedicenne che si diverte a tentare di suonare la chitarra. Ora, io non ho mai avuto periodi di inattività, perchè non ci riuscirei mai. La chitarra è una componente fondamentale della mia vita, così come la musica in generale. Se tu devi sforzarti e fare un "fioretto" modello catechismo per migliorare la tecnica, sarebbe il caso che tu riveda i motivi per cui fai musica...
Karma
Re:Sono un sedicenne...
la interpreto positivamente e propositivamente..
io mi preoccuperei se quello che so fare mi permette o meno di esprimere quello che voglio esprimere, la tecnica come concetto a parte non penso abbia moltissimo significato
(se ne puo' parlare nella musica classica)
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Io un quasi diciannovenne :-D
E condivido appieno al tua esperienza anche perchè è la stessa che vivo io e perchè affronto tanti sacrifici per poter studiare (viaggi di centinaia di km...quattrini) e poter diventere (spero) un musicista.
Per la tecnica..bhè un ora al giorno basta se non vuoi diventare petrucci, ma per avere delle buone basi tecniche. Evita come la peste l'inattività!
Ciao jimmyno
Re:Sono un sedicenne...
che mi sembra abbia perso una ottima occasione per tacere!
i motivi per cui si fa musica sono personali e vari... tu hai i tuoi lui i suei e tutti contenti!
se cominciamo a dirci pure che sbagliamo a fare musica.....
stay strange
Re:Sono un sedicenne...
Aspetta, io ho interpretato diversamente quella frase. In effetti le motivazioni e il "grado di passione" vanno di pari passo con la disponibilità a certi sacrifici. In questo senso è chiaro che, arrivati ad un certo punto della propria vita e della propria vita da chitarromane, è bene avere degli obiettivi ben precisi. Certo Karma, potevi essere più chiaro... ;-) Io ho 27 anni, uno in più dell'autore dell'articolo, e suono da 13. Non ho mai curato la tecnica né la teoria sebbene tenga la chitarra in spalla mediamente 1 ora e mezza o 2 al giorno, so fare poche cose abbastanza bene. Quello che mi sono chiesto sempre è: cosa rappresenta la chitarra nella mia vita? So che non sarò mai un musicista ma sognare non costa nulla e non è vietato, né fa male alla salute... Ho sempre e solo suonato quello che mi piace ed è ciò che continuo a fare. Per tutti questi motivi è chiaro che sarei uno sciocco a pensare di poter diventare, ad esempio, un turnista. Quello che non mi consente di "chiudere il cassetto con dentro i sogni" è il fatto di scrivere (ma sarebbe meglio dire "fare" visto che non so "scrivere" la musica) canzoni mie praticamente da sempre. Detto ciò, il mio modo di rapportarmi alla chitarra è: vorrei saper fare tutti gli assoli del mondo, da B.B.King a Malmsteen ma la mia priorità è di riuscire a mettere sulle corde quello che ho in testa io. Ripeto: i sogni ce l'ho come tutti. Ma oggi come oggi mi basterebbe trovare un gruppo che duri almeno il tempo necessario per dare una forma definitiva ai miei pezzi. Anche se dovessi tenerli solo per me... Idem per l'autore dell'articolo: per prima cosa è importante aver chiari i propri obiettivi. Per il resto: suonare suonare suonare. Ha ragione Jimmyno, evita come la peste le pause. Anche se ti scoccia fare esercizi, prendi comunque la bimba e suona qualche canzone. Non andrai avanti con la tecnica ma almeno non retrocederai dai livelli che hai raggiunto. Ciao, CR
Re:Sono un sedicenne...
Sono d'accordo con te krybaby77, ho solo un anno di meno ma mi sembri la mia immagine allo specchio, come chitarrista ma soprattutto come visione della musica nella propria vita (che non potrei immaginare senza musica, appunto). Ho la fortuna di avere un gruppo formidabile in quanto a cuore e capacita', suoniamo da tre anni ed ora stiamo cominciando ad affrontare i miei pezzi (progressive principalmente), per cui penso il tutto si possa raggiungere, ed e' sicuramente importante anche circondarsi di gente che ti aiutino e siano appassionati come te, per portare tutti avanti un progetto comune.
Giancarlo
Re:Sono un sedicenne...
Beh, considerati fortunato! Sono 6-7 anni che cambio sezione ritmica periodicamente (e i "ritmici" non spuntano come funghi...). A volte per mancanza di serietà (il più delle volte), a volte perché si hanno obiettivi diversi. Sapessi quante volte ho pensato, e ancora oggi mi capita, "andate tutti affan....! mi do all'home recording". Alla fine lascio perdere perché non è la stessa cosa, metterti davanti ad un pc e registrare non ti fa crescere, viene meno quello scambio umano-musicale-culturale che ti può dare una band. In bocca al lupo. CR
Re:Sono un sedicenne...
Beh si le sezioni ritmiche sono un bel casino, proprio per i motivi che dici ... infatti mi ritengo molto fortunato (p.s. se sei di Roma e mercoledi 31 sera non hai nulla da fare: http://redshift.nosound.net). Mi permetto pero' di fare un'osservazione, data solo dall'esperienza diretta, sul fatto che non sono completamente d'accordo con te sul discorso dell'home recording (ma e' un mio punto di vista). Io addirittura ragiono al contrario, ovvero pian piano ho imparato a suonare basilarmente un basso elettrico, le tastiere, parti semplici di batteria, da poco la voce, ed ho avuto l'occasione a casa (negli anni mi sono fatto un piccolo studiolo semipro) con il tempo di mettere a fuoco le mie idee da solo. E' una cosa difficile che si impara col tempo, ma mi ha permesso ovviamente di andare molto avanti, di imparare molto, di avere uno stile un suono ed idee precise per la mia musica, e questo mi ha aiutato moltissimo paradossalmente per la ricerca del GRUPPO. Infatti spesso la cosa difficile e' proprio quella della comunione di idee partendo da zero (le famose troppe teste pensanti da sole), ma avendo gia' una base valida e completa e' piu' facile indirizzare tutti (che condividono i tuoi gusti e le tue idee ovviamente), ovvero trascinare il gruppo in un progetto gia' "fatto", in cui ognuno metta la propria anima e la propria interpetazione, favorendo appunto quello scambio di idee e di "fluido musicale" che tanto ci e' caro e che alla prossima canzone che registrerai sara' in un modo o nell'altro parte del tuo stesso bagaglio e quindi fara' poi parte ancora una volta del gruppo stesso. Insomma io fossi in te prenderei fiducia e pazienza, mi darei all'home recording in parallelo a tutto il resto (come io continuo a fare sempre piu' anche se ho in parallelo il gruppo), e secondo me aiutera' te e quindi successivamente le persone che incontrerai un domani per portare avanti quello che gia' c'e', ognuno con il proprio bagaglio musicale e la propria anima.
Spero di non aver annoiato troppo, forse e' un po' offtopic ma e' un argomento che mi sta molto a cuore, e spero di aver dato un spunto in piu' al caro krybaby77.
Giancarlo
Re:Sono un sedicenne...
mmm forse hai ragione. Il fatto è che c'ho provato una volta (http://stage.vitaminic.it/ciro_russo) e le parti di basso e batteria, fatte al pc, sono venute uno schifo. E poi, nonostante l'aiuto di un amico (io di fatto ho dovuto solo suonare e cantare) per il mixaggio, ci ho messo una settimana per un solo pezzo, anche piuttosto scarno. Immagina da solo... Comunque grazie, farò tesoro dei tuoi consigli. Ciao, CR
P.S.: Purtroppo non sono di Roma...
Re:Sono un sedicenne...
Sono d'accordo con te e accetto la tua "tirata d'orecchie", ammetto che il problema principale sono io, per prima cosa la dannata abitudine (che sto perdendo, l'esperienza serve!) di dire sempre si' a tutti e quindi di sobbarcarmi moltissimi impegni che mi succhiano via il tempo prezioso (e anche la conceentrazione).
Avendo cominciato a suonare da bambino, ho sempre vissuto con la musica dentro me, ed ho sofferto molto a volte (quante notti passate a pensare di mollare l'universita' per la musica, in quel caso era per diventare organista e non chitarrista, sebbene suonassi anche la chitarra in contemporanea), sono stato anche dallo psicologo che mi ha detto "fai quello che vuoi". (no comment).
Per ora ho la motivazione di suonare, magari per mantenerla anche sul lungo periodo dovrei farmi un nuovo gruppo, insomma, avere delle persone con cui condividere la tua musica.
Crisi di mezza eta'? No, voglia di ricomniciare. CIAO!
metodo e c...o sulla sedia
Personalmente non ho mai studiato chitarra più di quanto avessi voglia di farlo, fino a 20 anni suonavo in media 4 ore al giorno, suonavo, non facevo molta tecnica, poi pian piano il tempo disponibile ed anche un po' la voglia è diminuito, adesso da un paio di mesi ho ripreso a fare almeno mezz'ora di tecnica o almeno di "qualcosa" al giorno ed in effetti molte cose le sto recuperando (anche perchè non c'è molto da recuperare ;-) Il mio periodo più tecnico è durato dai 20 ai 25 anni, suonavo in una band rock progressive e mi ero organizzato in saletta una serie di basi su sequencer per suonare e studiare e li ho cpaito che il metodo usato è importante per l'efficienza dell'apprendimento. Le cose da fare:
1) prenditi un buon metodo o se puoi un buon maestro e studia con costanza esercitandoti in modo progressivo senza saltare di palo in frasca
2) impara i brani con metodo, prima lenti, poi via via più veloci, magari a piccole cellule da mettere in sequenza e non arrenderti se all'inizio il metronomo è terribilmente più lento (io parto da 30% o al massimo 50%).
3) qualsiasi cosa fai, falla con "attitudine" giusta.
da non fare:
1) essere scazzato, se devi suonare per perdere tempo perdi solo tempo
2) arrenderti se una cosa non ti viene, rallenta ancora finchè non esce e poi riprendi ad aumentare il tempo
3) saltare passaggi, tanto li fai la prossima volta, ti predisponi all'essere approssimativo e diventerà un modo per non dare il massimo quando è neccesario
4) mia ricetta personale; non fare nulla che non ti appaghi, se non hai voglia o piacere nel fare una cosa non farla o se devi farla convinciti che sia una cosa piacevole.
L'altro giorno leggevo un'intervista a Gambale che dichiarava di non aver più tempo per esercitarsi ma che per questo aveva sviluppato un approccio super efficiente che in mezz'ora al giorno gli permettevano di mantenere la forma fisica e progredire, molte delle regole che ho scritto sono roba sua :-) Saluti Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:metodo e c...o sulla sedia
Mi potresti consigliare dei buoni metodi x chitarra rock? Grazie, Smodato
<p>Che le valvole illuminino il vostro cammino....
Re:metodo e c...o sulla sedia
Ai tempi (bei tempi) ho studiato sul "trattato chitarra jazz" di Fabio Mariani. Il titolo e' un po' pretenzioso, non c'e' nessun supporto multimediale...pero' ti spiega un sacco di cose. E' l'unico posto dove finalmente ho capito cos'e' il circolo delle quinte (non e' un bar per tettone). Fabi Mariani e' stato anche mio insegante al Saint Louis...correva l'anno...;)
Ciao.
Manc.
Re:metodo e c...o sulla sedia
Troi Stetina rithm guitar, heavy metal lead guitar 1& 2 ( credo si chiamino così) e per velocità e meccanica speed mechanics for lead guitar. Ciao Sambo
Re:metodo e c...o sulla sedia
fra gli italiani mi è piaciuto Giacomo Castellano - chitarra Heavy Metal (o qualcosa del genere, non lo guardo da molti anni), moderno, ben fatto e contempla praticamente tutte le tecniche della chitarra rock dalle basi a quelle molto avanzate. In alternativa i due video di Umberto Fiorentino, uno sulla tecnica l'altro sull'improvvisazione, quest'ultimo per me è stato meno utile perchè lui va molto sulla fusion e non ho mai avuto lo stimolo ad approfondire il genere... meccanicamente ha qualcosa di interessante che trovi solo li. Di metodi stranieri ne ho visti parecchi, fra quelli che mi hanno stimolato c'è speed picking di Gambale, Rock Disciple di PEtrucci (utile perchè comprende una marea di materiale compresi esercizi di stretching), quello di Firkins è il più assurdo che ho visto, lui suona la chitarra mezzo crunch e fa cose che richiederebbero una distorsione piena, in più ha quel tocco molto country blues che ti spinge a sperimentare... tecnicamente è molto difficile ed infatti al di la degli stimoli non ho mai studiato seriamente quelle robe ;-) Altro furibondo è Gilbert, intense guitar I e II, è puro shred ed al tempo era uno che faceva davvero paura, se però non ti interessano questo genere di cose lascia perdere è troppo per qualsiasi chitarrista che vuole suonare rock moderno "umano" :-) Con molte meno idee ma stimolanti perchè i più personali: Albert Lee, Roy Buchanan, Steve Morse, Eric Johnson.
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
A me è capitato
Beh, che ti devo dire... a me è capitato che a seguito di un grave infortunio al braccio destro che mi ha fermato per 3 anni sono stato costretto praticamente a rivedere tutta la mia tecnica da 0, con la frustrazione aggiunta di non riuscire + a fare quello che facevo prima e la paura di non arrivarci mai più. I consigli che ti posso dare sono questi (ed è come ho fatto io): 1) poniti degli obiettivi non troppo oltre ai tuoi limiti, raggiungibili in tempi e con sforzi ragionevoli:la soddisfazione di dire "ce l'ho fatta" ti darà carburante per continuare...e per portene degli altri. 2) Datti un metodo di studio regolare, come tempi e modi. 3) Non smettere di suonare se non ti sembra di suonare come dovresti, cerca piuttosto di capire perchè: guardati mentre suoni,registrati,cura anche i piccoli particolari e cerca di capire cosa cambia quando li vari. Se non sei riuscito a farle qualcosa oggi, non c'è niente che ti dica che non ci riuscirai domani, o tra una settimana...ma se smetti quel momento non arriverà mai. 4) Non demoralizzarti se non riesci neppure a suonare cose che hai sempre considerato "facili": non esistono pezzi "facili" se suonati bene, esistono solo pezzi che presentano difficoltà sotto certi aspetti piuttosto che altri. Anche per questo cerca di essere soddisfatto di ogni più piccolo miglioramento. 5) Cerca di assecondare i tuoi gusti: suono, stile, strumentazione, genere...il momento di studio deve essere un momento che ti porta in contatto con ciò che ti piace, un momento che attendi. 6) Credi in te stesso e in quello che fai, e ricordati che i giudizi esterni raramente sono totalmente onesti, disinteressati o competenti.
In questo modo, in un anno e con 2 ore minimo di studio TUTTI i giorni (tempo strappato con le unghie e con i denti agli interessi e doveri più disparati, sonno incluso) sono tornato a fare quello che facevo prima, e meglio. Spero di averti aiutato.
...e come dice la pubblicità..
Remember: Impossible is nothing! :-D Scherzi a parte, questo post e quello di Robyz più su li trovo preziosissimi, me li salvo ;-) Ciao, CR
Pochi consigli ma utili
Ciao, io non ho mai vissuto in realtà la tua situazione, in quanto da 13 anni che suono non c'è stato giorno che non abbia toccato la nostra beneamata. Questo perchè ho avuto la possibilità di iniziare presto, e ho quindi avuto tutto il tempo durante l'età scolare per poter suonare. Comunque, il tuo problema, non è poi complesso, e non credo richieda spiegazioni di tipo psicologico. Penso che la soluzione migliore per te sia quella di iniziare ad affrontare la tecnica come TECNICHE! Ecco, perchè lo sbaglio più grosso, è quello di voler affrontare tutte le TECNICHE assieme: vanno affrontate singolarmente, quindi prima COORDINAZIONE, poi CONTROLLO MANO DESTRA (i vari tipi di pennate, il pizzicato, il fingerpicking, ecc), quindi CONTROLLO MANO SINISTRA (indipendenza delle dita, agilità nello spostamento sul manico, forza delle dita, combinazione di "pollice su" e "pollice dietro", stretching delle dita e quindi capacità di coprire ampi intervalli), e in seguito si iniziano i vari legati (hammer on, pull off, slide, tapping), lo sweep picking (coordinazione, agilità, pulizia). Questo è solo 1 elenco ridotto all'osso e molto generico. Perciò ognuno deve personalizzare una proprio pianificazione. Per quanto riguarda il tempo da assegnare agli esercizi, non c'è 1 regola fissa, però di solito 30 minuti per tecnica si. Molto importante è anche l'uso del metronomo. Importantissimo è anche l'approccio, mai rassegnato, mai che porti a sottovalutare un esercizio o l'allenamento.
Ciò che penso, infine, è che ogni chitarrista ha il proprio modo di suonare, e deve in prima cosa cercare di sviluppare lo stile. La tecnica non dev'essere un fine, ma un mezzo per sviluppare appunto il proprio stile, per poter eseguire le proprie idee. Quindi come la teoria, non è qualcosa di fine a se stesso. Soprattutto, tutti noi non dobbiamo credere che posssedere una tecnica voglia dire, essere solo capaci di eseguire quella tecnica: non è solo questo, è necessario sapere COME USARE E QUANDO USARE quella tecnica.
In ogni caso non posso che suggerirti di trovare o 1 metodo oppure anche via internet dei siti che ti guidino con 1 ordine fissato da seguire. Infine, ti auguro di poter trovare la tua via, e soprattutto di divertirti sempre con la musica.
<p>In SHRED we TRUST!</p>
parola chiave:gestione del tempo
ciao, mi ha molto consolato il tuo post perchè io ho 28 anni,suono da 14 e ho migliorato di molto la mia tecnica solo nell ultimo anno. Questo perchè in realtà prima studiavo troppo poco,senza il giusto approccio, riuscivo addirittura a pensare di essere io ad avere dei limiti fisici. Poi alcuni giusti suggerimenti presi qua e là:innanzitutto 1)organizza il tempo che hai a disposizione in un giorno per lo studio (ho 2 ore al giorno , suddivido questi 120 minuti in piccole celle che mi aiutino ad essere efficiente e a non rompermi troppo le scatole senza sapere dove sto andando;potrei dedicare che ne so per es.5 minuti a un esercizio per la plettrata alternata, 5 a un esercizio di sweep, 5 di legato, 5 per il tapping ecc. coprendo un po tutti gli argomenti e ti assicuro che 5 minuti passano in un battibaleno) 1b)fatti un piano prima di iniziare a studiare: devi sapere esattamente ciò che farai durante la sessione di studio ,per es.scrivendolo su un foglio 2) PURTROPPO la tecnica migliora solo dedicando un impegno costante e quotidiano,ahimè non c'è altro da fare 3) è importantissima da subito avere una impostazione corretta, l assumere dei vizi o lo studiare in maniera inefficiente può portare a convincerci che non siamo tagliati , questo porta a una frustrazione che è deleteria ( per questo può aiutare un buon maestro) 4) cercare di applicare gli esercizi al proprio fraseggio, altrimenti studiare roba che non serve al nostro stile è proprio inutile 5) STUDIARE soprattutto le cose che non si riesce a fare molto lentamente col metronomo fino a padroneggiarle lente , e poi aumentare, non porta da nessuna parte continua a suonare una cosa che mi riesce già e tralasciare le difficoltà , questo porta a non risolverle mai 6) non avere fretta,essere costante
molti buoni consigli
a tutti i buoni consigli aggiungo, per aver provato le stesse tue sensazioni sulla mia pelle, di recuperare molti video o metodi di qualsiasi tipo per "sentire" (ma nel senso di percepire) il più possibile del suono dei grandi e della LORO TECNICA, vedrai che a quel punto sarai molto motivato anche per quella mezz'oretta di esercizi al giorno!!!!!!!!
stay strange
Re:molti buoni consigli
verissimo, me ne sono ricordato dopo il post :-) Se riesci guarda e passa al setaccio ogni video metodo o manualetto che ti capita, cerca d icapire subito i due o tre punti focali su cui si incentra la tecnica di ogni chitarrista (è inutiel negarlo, è rarissimo trovare un chitarrista che ha sviluppato più di due o tre cosette nella meccanica del movimento) e nel caso trovi lo spunto giusto parti da li (per esempio, io alla pennata alternata ho sempre preferito quella up-down-up-up-down-up-up tipica di Gambale, lo sweeping di Firkins, il legato di Satriani ecc.) Idem per l'approccio al fraseggio. Per il suono ti sconsiglio di fare riferimento ai video didattici, ascolta soprattutto i dischi, nei metodi i suoni sono sempre penosi e finalizzati all'esercizio, i suoni per "suonare" sono altri :-) Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:molti buoni consigli
di tutto il materiale video che c'è in giro (sempre che non riducano la banda larga all'inutilità) io darei una occhiata anche ai concerti o ai video (sembra strano ma negli anni '80, per esempio, mtv trasmetteva anche buona musica!!!!) delle canzoni.
puoi farti una idea dell'atteggiamento live di molti beniamini e scopiazzare un po' qua e la! questo ti aiuterà quando andrai a suonare e se non ti vergogni potrai provarci anche in sala prove od in cameretta (eh si, oltre gli esercizi di tecnica qualche pezzetto lo vorrai suonare...). questo a me da un' più di feel con lo strumento e un po' di quella tamarraggine che per un chitarrista è importante...almeno per come la vedo io!
stay strange
ps: i consigli non sono per robyz, che non mi sembra ne abbia bisogno....
Re:molti buoni consigli
"i consigli non sono per robyz, che non mi sembra ne abbia bisogno.... "
ne ho bisogno, ne ho bisogno ;-) Se non avessi bisogno di consigli mica starei qui a leggere e scrivere di tutto :-) Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:molti buoni consigli
ehh ehh ehh ... ... ... diciamo allora che di questo tipo di consigli non sembravi aver bisogno... poi certo dei consigli tutti abbiamo bisogno!!
stay strange
non solo tecnica
ho 28 anni e capisco cosa vuoi dire. per migliorare la tecnica nella chitarra a mio parere bisogna studiare cos spensieratezza senza pensare a cone assillo a risultati immediati. noi siamo comunque diversi dai ragazzini a 16 anni abbiamo altri problemi quindi non prendere come riferimento il ragazzino che suona i dream teater velocissimo! Avra sicuramente più entusiasmo ma se lo osservi bene è sporco e sa fare solo cover e magari non sa nemmeno improvvisare!pensa piuttosto alla pulizia del suono ,a fare bene il bending, a fare bene le cose che gia sai fare per riuscire ad esprimere quello che hai dentro perchè non è la tecnica che fa di te un grande chitarrista (certo è importante avere nu minimo di basi)cio che riesci ad eprimere con disinvoltura per differenziarti dagli altri!
Re:non solo tecnica
Verissimo. Non badare solo alla pulizia, alla velocità, alla "scarica di note pulite alla fine dell'assolo". Conosco decine di chitarristi che magari sono velocissimi (ma neanche tanto..) e poi quando fanno un bending 2 volte su 3 è stonato, non hanno la minima espressività (per dire, ho visto uno che ha reinventato il primo assolo di master of puppets con una serie di sweep velocissimi... bravo, va bè, ma che senso ha?) e hanno un vibrato penoso... che senso ha fare centinaia di note se poi non dai valore all'unica veramente importante? Malmsteen ha il grande pregio di fare duemila note e poi arrivare alla nota finale acutissima e di farla "vibrare", non solo in senso tecnico ma anche emozionale (non so se mi spiego...). Petrucci è pulitissimo, però molti suoi assoli hanno un bellissimo gusto melodico. L'importante, secondo me, è sentire veramente le note che fai.. ci sono note, in un assolo, che trasmettono il tutto... e sono queste quelle veramente inportanti. La scala figa ti farà anche venire fuori un applauso, ma una combinazione di 4 note vibrate giuste e sentitissime colpirà molto più a fondo...
Per il lato tecnico, un buon metodo per fare pratica è trascrizione!!! studia molti assoli, cerca di farli precisi, falli anche a velocità aumentata.. in questo modo unisci il piacere di imparare una cosa nuova all'acquisizione della tecnica. Secondo me impararsi alla perfezione un assolo di Van Halen vale più di un'ora di esercizio.
Re:non solo tecnica
"che senso ha fare centinaia di note se poi non dai valore all'unica veramente importante? Malmsteen ha il grande pregio di fare duemila note e poi arrivare alla nota finale acutissima e di farla "vibrare", non solo in senso tecnico ma anche emozionale (non so se mi spiego...)."
riporto solo questo anche se gli altri esempi che fai esprimono lo stesso concetto; se suonare veloce significa un buco di niente fra due passaggi lenti importanti tanto vale suonare solo pezzi lenti tutti importanti non trovi? Personalmente non cerco la velocità estrema, i miei limiti mentali (che sono quelli di molti di noi) mi impediscono di estrarre la musicalità da passaggi molto veloci, per sentirne l'espressione ho bisogno che il chitarrista rallenti e quando sento fraseggio il più delle volte sento solo fraseggio (nel senso che cambiando qualche nota qua e la in risultato espressivo non cambia) mentre su un passaggio con una melodia espressa e definita posso sentire anche una variazione dell'inclinazione del plettro o un punto di gain in meno o in più. Ma come ho detto è un mio limite, limite che col passare degli anni ho ridefinito su tempi più veloci e su un numero superiore di pattern ritmici, per questo ritengo che sia possibile provare le stesse emozioni (o meglio sentire la stessa emotività) di un brano anche piuttosto veloce e che evidentemente ci sono persone che riescono a percepire queste cose che ai più continuano a sembrare "la solita frullata di cui non si capisce l'inizio e nemmeno la fine". Il mio tastierista ha studiato Rachmaninov per una vita e riesce a sentire la melodicità delle sue parti infernali quando io al massimo resto pietrificato a sentire uno che suona cose così assurde... ricordo che le prime volte che sentivo pattern ritmici atipici (a partire dalle cose del rock progressive, di Elio, dei DT per proseguire con cose ben più complesse come i ritmi etnici di varie parti del mondo ed i poliritmi) la sensazione era più che altro quella di "un disco che salta" e lo stupore di sentire che delle persone riuscissero ad andare a tempo in mezzo a quel casino, dopo un bel po' di studio ed ascolto quella sensazione è diventata una percezione degli accenti, una scomposizione quasi automatica nelle idee, nei layer che compongono la tessitura, e per ogni tipo di sequenza, una specie di colore ritmico che sentivo completamente naturale... io non credo che la poliritmia o i tempi composti siano solo un modo per stupire l'ascoltatore e per fargli "perdere l'equilibrio" quando ascolta un pezzo, e ritengo che chi non riesca ad arrivare a carpirne i significati che muovono un artista a farne uso (ed in questo caso mi riferisco piuttosto all'uso che ne fa la musica etnica, per definizione popolare e quindi non "colta"!!!) semplicemente non sia in grado di capire quel tipo di musicalità... allo stesso modo credo che il discorso valga per gli altri due aspetti della musica: armonia e melodia. Nel primo caso è palese che non tutti riescono ad apprezzare tessiture armoniche complesse come la musica classica o il jazz o certa musica sperimentale (ad esempio io mi fermo alla musica classica del secolo scorso, anzi di due secoli fa) riuscendo a sentire accordi semplici con poche dissonanze, idem per il discorso melodico, sia per quanto riguarda l'uso degli intervalli e scale (ma potremmo anche citare l'uso esteso oltre i 12 semitoni) sia per quanto riguarda l'uso della velocità come fine espressivo e non come congiunzione di due parti lente.
In conclusione: forse il mondo musicale è un po' più ampio di quanto crediamo tutti, ascoltiamo ciò che ci piace, apprezziamolo in misura di quanto ci è permesso ma prendiamo coscenza che forse la nostra visione non è ne giusta ne sbagliata ma semplicemente una delle tante.
Per l'autore del post a cui ho risposto: ho solo ripreso spunto dal tuo ragionamento per mettere in evidenza un altro punto di vista, non voglio lanciare accuse di "sordità", "incapacità", "ignoranza" o qualsiasi altra possa essere in qualche modo estratta dal mio pensiero. :-) Saluti Robyz
PS ovviamente il tema è aperto a tutti e mi piacerebbe sentire tutti
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:non solo tecnica
D'accordissimo con quello che hai detto, robyz. Forse mi son spiegato male nel post a cui hai risposto; pensavo che fosse sottinteso che "i passaggi veloci di centinaia di note" cui mi riferivo sono le solite scale a sestine, le minori malmsteeniane, i pattern stile lasidore - sidoremi - doremifa ecc... e che mentre magari una volta erano virtuosismi ora sono all'ordine del giorno per ogni chitarrista che shreddi un pò, e che servono essenzialmente a esibirsi in una sequenza veloce che però secondo me deve culminare in una nota sentita, e qui mi fermo se no ci ripetiamo. Il mio era un riferimento abbastanza mirato; chiaro che il mondo è molto più vario di così e non posso che nutrire un profondo rispetto per chi crea sequenze velocissime di note con un andamento ritmico da paura e con variazioni melodiche così complesse e studiate che rendono le frasi molto più che un mero passaggio virtuosistico ad effetto. Allo stesso modo, i tempi composti di Elio e dei DT (e a ben vedere anche di tantissimi altri gruppi progressive che non sto qui a citare) non rientrano nel discorso che facevo io, e mi trovo d'accordissimo con te nel dire che non sono solo un modo per disorientare l'ascoltatore e "fargli vedere quanto sono figo che faccio i pattern ritmici in 9/8"... ci mancherebbe!!! E mi trovo ancora una volta d'accordo con te quando parli delle varie musiche etniche... qualche tempo fa, Chitarre ha pubblicato un elenco di scale di vari paesi del mondo. Ho provato a suonarne qualcuna... è straordinario accorgersi di come qualcosa che a noi suona così strano e cacofonico per altri sia normalissimo e perfettamente intonato. per tornare al discorso che hai commentato, per sintetizzarlo in maniera più chiara: 1. un insieme di note veloci fatto solo per stupire, senza la minima espressività e controllo di suoni (bending, vibrato ecc.) non ha senso; 2. e alla luce di quello che hai detto tu, specifico: mi riferivo a pattern standard e inflazionati che ormai usano tantissimi chitarristi; 3. e comunque... chiaro sarebbe un pò assurdo che un musicista capace di capire a orecchio variazioni di sequenze jazzistiche o dodecafoniche poi non abbia l'orecchio per capire se sbaglia un bending... non trovi?
Re:non solo tecnica
" "i passaggi veloci di centinaia di note" cui mi riferivo sono le solite scale a sestine, le minori malmsteeniane, i pattern stile lasidore - sidoremi - doremifa ecc... e che mentre magari una volta erano virtuosismi ora sono all'ordine del giorno per ogni chitarrista che shreddi un pò, e che servono essenzialmente a esibirsi in una sequenza veloce che però secondo me deve culminare in una nota sentita"
Ma sei proprio sicuro che questo sia il fine ultimo e non semplicemente ciò che ognuno di noi presume in base ad un'idea propria? Io sono certo che ogni chitarrista faccia abitualmente le classiche sboronate con la funzione di stupire/esibire ma non s e non posso sapere quali siano in particolare, uno dei punti (di cui però mi importa meno di niente) è proprio il far presente che noi in realtà non possiamo sapere cosa c'è dietro un passaggio di un chitarrista, possiamo solo supporre ma da li a dire che "quella sestina veloce è fatta solo per stupire" ce ne passa. Lo schema concettuale è lo stesso dei tempi dispari dove ammetti che ci sia la possibilità di usarli per fini espressivi :-)
riguardo alla faccenda del bending, a parte casi clamorosi rarissimi gli shredders professionisti sanno suonare bene anche quelli, chi non sa fare un bending per me è semplicemente uno a cui i bending non interessano, poi se li usa male dimostrando di non saperli fare è ovvio che lo giudico un chitarrista mediocre... non tanto per il non saper fare una cosa banale quanto per non saper ancora distinguere la differenza fra fare le cose e farle in modo approssimativo, e questo vale allo stesso modo per chi usa male lo sweeping, il fingerpicking, o il tapping. Saluti :-) Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:non solo tecnica
Non ci siamo capiti ancora. Intanto rispondo alla tua domanda "sei proprio sicuro.." chiedendoti: e tu sei sicuro che non sia, per alcuni chitarristi, il contrario?cioè, sei sicuro che per determinati assoli la frase in sedicesimi finale buttata lì sia proprio una necessaria forma espressiva? e comunque, il senso del mio discorso NON era "le frasi veloci sono solo per stupire" e "non hanno alcun senso nell'assolo". Lo "schema concettuale" del mio post originario, se guardi, era: 1. Non badare solo alla velocità ma anche all'espressività; 2. Ci sono molti chitarristi, e io ne ho visti, che magari sono molto veloci (ma non tanto), che sanno usare quelle famose scale che ho citato per stupire un pò gli astanti, ma che poi sbagliano i bending e hanno un vibrato penoso; 3. la velocità senza espressività non ha senso; 4. riferendomi alla tua risposta precedente, specifico che non mi riferisco assolutamente ai mostri del progressive eccetera che hai citato tu. 5. non mi riferivo neanche agli shredders professionisti, che non posso dubitare che sappiano fare bene i bending. 6. chiaramente io ho citato le tecniche "espressive" stile bending e vibrato, ma se uno cerca di andare veloce e si mangia le note nel tapping, nello sweep, nel fingerpicking è un chitarrista mediocre come dici tu.
Re:non solo tecnica
"e tu sei sicuro che non sia, per alcuni chitarristi, il contrario?cioè, sei sicuro che per determinati assoli la frase in sedicesimi finale buttata lì sia proprio una necessaria forma espressiva?"
Non ne sono affatto sicuro, è proprio questo il punto: volenti o nolenti noi non sappiamo lo scopo che ha in testa chi suona ed è per questo motivo che non possiamo giudicare "l'intenzione" del chitarrista. ;-) Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:non solo tecnica
Nessuno vuole giudicare; non andrò certo a criticare nessun chitarrista che inserisca una frase in sedicesimi dicendogli che lo ha fatto per stupire il pubblico (quando tra l'altro mi rendo benissimo conto che sono io il primo a farlo). Sono libero però di esprimere un mio parere sulla velocità e sulla tecnica in generale, come è stato fatto svariate volte su questo sito, e posso affermare che alcune frasi possono essere fatte in un contesto live come una sboronata, senza che questo debba essere per forza interpretato come una critica; tra l'altro hai detto anche tu in un post che sei sicuro che ogni chitarrista lo faccia abitualmente. Non c'è niente di male, chiaro, lo fanno un pò tutti e non è certo questo che fa il bene o il male del chitarrista; tra l'altro se guardi il primo post ho portato l'esempio del chitarrista che ha eseguito il primo assolo di Master con sweep velocissimi. Certo che poi non è questo che fa valere o meno un musicista, però io non l'avrei fatto e l'ho portato a sostegno del post che diceva cose di altro tipo che ho già ripetuto. In effetti il centro del discorso era di badare oltre che alla velocità all'espressività... Tu dici inoltre che "non puoi sapere che cosa c'è dietro un passaggio di una chitarrista". Giustissimo, ma la cosa ideale sarebbe capire se una TUA frase è fatta per stupire o è un passaggio studiato e che dona qualcosa in più all'assolo, e chiedersi se quello che fai ha PER TE valore artistico. Nessuno studia musica per poi avere la facoltà non dico di giudicare, ma di esprimere un parere qualificato sugli altri (per quanto molti inconsciamente, involontariamente, senza malizia o anche solo per confronto lo facciano.. leggi un pò i post di tutti gli accordiani), ma per avere un certo gusto melodico che ti permette di miscelare con equilibrio parti lente e melodiche con veloci corse in sedicesimi, e per dare un senso al tutto.
Re:non solo tecnica
Aggiungo una cosa che potrebbe chiarire un po' di più il discorso nebuloso :-)
Alla luce del mio ragionamento va da se che ridefinisco il significato di melodico come "sequenza di note secondo uno schema preciso" estendendolo al comune sentire che vuole la melodia come una sequenza sufficentemente lenta e familiare da essere considerata cantabile... per cui non ha più senso parlare di una parte melodica ed una veloce perchè entrambe sono melodiche, come non ha senso parlare di melodia contrapponendola ad un passaggio che sfrutta molte dissonanze o intervalli particolarmente atipici, per citare un caso, la meodia nella musica tradizionale giapponese per un occidentale è pura cacofonia, probabilmente, se il Giappone non fosse così fortemente contaminato dalla nostra cultura varrebbe il discorso inverso.
Allo stesso modo si possono estendere armonia e ritmo considerando per esempio in quest'ultimo il 4/4 come uno dei tanti modi di suddivisione metrica e non come la contrapposizione a tutte le altre suddivisioni possibili. Ciao Robyz
<p><i>Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!</i><
Re:non solo tecnica
D'accordissimo. Quando suonavo da 2 anni conoscevo un mostro dell'alternate picking, davvero velocissimo che pero' non sapeva fare un bending, ovvero lo faceeva stonato e, cosa peggiore, non se ne accorgeva.
Il mio caso e' un po' l'opposto, io ho una buona base musicale generale (conosco bene l'armonia, suono + strumenti, so cantare anche cose difficili a piu' voci) ma mi manca la tecnica per esprimermi. Cioe' so suonare la chitarra, ma la tecnica mi limita, perche' la mia mente e' oltre.
Non mi frega di suonare meglio di Petrucci, non sono il tipo, pero' un po' meglio di ora, si'.
Ciao.
Re:non solo tecnica
"noi siamo comunque diversi dai ragazzini a 16 anni abbiamo altri problemi quindi non prendere come riferimento il ragazzino che suona i dream teater velocissimo! Avra sicuramente più entusiasmo ma se lo osservi bene è sporco e sa fare solo cover e magari non sa nemmeno improvvisare"
Senza voler essere polemico, è una visione alquanto scontata e troppo generalizzata... Mi sa che ne hai visti pochi di ragazzini che a 16/17 anni sanno suonare! Ne ho visti 2 o 3: spettacolari!
Tecnica e musica
Sono sicuramente dette cose molto giuste, ma quello che mi sento di aggiungere è una modalità di studio che mi ha arricchito enormemente e mi ha molto facilitato nello studio dello strumento: pochissimi esercizi di tecnica, veramente ridotti all'ossa e costruire in realtà la propria tecnica con materiale musicale musicale. Come mi disse Joe DIorio: "Buil your technique with the materials" Questo vuol dire una cosa molto semplice: vuoi approfondire il la pennanta alternata: ti prendi un qualunque brano che usa questa tecnica(mi ricordo che presi The Attitude song di Steve Vai) studiandola non tanto per suonarla dall'inizio alla fine, ma estrapolando da questa spunti significativi per uno studio mirato. Magari anche solo due battutte il giorno ma approfondite. Così eviterai di annoiarti e suonerai, studiando, qualcosa di vivo da un punto di vista musicale. Un altro consiglio, che almeno a me ha cambiato la vita (sempre ricevuto da Joe Diorio) è quello di non cercare di fare tutto tutti i giorni. Concentraiti via via su aspetti e magari tecniche differenti: se vuoi studiare il tapping studia quello e non preoccuparti che se non farai gli esercizi per la pennata alternata la tua mano andrà in putrefazione(questo problema mi ha veramente accompagnato per anni) ma concentrati al massimo su quello che stai facendo.
Re:Tecnica e musica
Sono d'accordo con kokis,ed è proprio quello che volevo dirti anche io.Sono L'ultimo che puo' parlare di chitarra perchè suono da 3 anni e non so fare molto pero' mi piace molto imparare cose nuove prendendo spunto da brani che ascolto in giro e questo per ogni aspetto relativo alla chitarra,magari sento un pezzo parto prendo la chitarra e provo a farlo;non mi preoccupo di suonare tutti i giorni o magari suono qualcosa a caso a volte(strimpello si puo' dire)anche perchè è bello anche sapere apliccare gli esercizi che si fanno trovare un riscontro da qualche parte cmq sono convinto che ci voglia qualcuno che ti dia una dritta su qualche cosa quindi un maestro o qualcuno che ne sappia piu' di te è ben accetto che bello il mio primo commento :-) ciao a tutti
Il lavoro nobilita..ma a x la tecnica è deleterio!
Ciao, mi sono rivisto a pieno nel tuo articolo, poichè anche io ho il tuo stesso problema. Suono da un bel pò e devo dire di aver raggiunto un livello che mi permette di fare cose che mi soddisfano, ma quando mi capita di vedere dei ventenni (o i tuoi sedicenni dell'art.) che volano sui manici come fulmini, sinceramente un pò li invidio. Ho provato anche con un buon maestro che secondo me è la scorciatoia + breve per crescere tecnicamente in quanto lui ti dà l'impostazione giusta e le dritte x essere + veloce etc.. Il mio problema grosso è il lavoro, che a causa di frequenti viaggi all'estero non mi garantisce quella continuità necessaria se si vuole crescere davvero tecnicamente sullo strumento. Quando stai 10 gg senza toccare la chitarra, appena la riprendi in mano, ti sembra un oggetto estraneo!! Ore ed ore di computer, poi complicano ulteriormente le cose (il mouse è deleterio x la mano destra!!). Alla fin fine suono quando ho tempo e cerco di migliorare la mia tecnica seguendo i pochi consigli che mi diede il mio maestro al tempo.
L'importante è non mollare mai!!
Che le valvole illuminino il vostro cammino. Smodato
<p>Che le valvole illuminino il vostro cammino....
Se Maometto non va alla montagna...
Ciao. Rileggendo i vari commenti mi sono soffermato sulla tua frase:
"Il mio problema grosso è il lavoro, che a causa di frequenti viaggi all'estero non mi garantisce quella continuità necessaria se si vuole crescere davvero tecnicamente sullo strumento. Quando stai 10 gg senza toccare la chitarra, appena la riprendi in mano, ti sembra un oggetto estraneo!! "
Anche io vado spesso all'estero, o comunque in Italia ma a centinaia di km da casa, diciamo una settimana su 5 come minimo. In effetti e' un problema. Viaggiare con la chitarra finche' vai in treno e' possibile, in aereo fracassi la custodia e comunque sarebbe una pena. Siccome l'alternativa e' non suonare sicuramente qualcuno avra' inventato una "dummy guitar" o qualcosa del genere. Una specie di chitarra solo per esercitarsi, un alanlogo dei "pad" (non so come si chiamano) di gomma per la batteria. Un qualcosa che al limite stia in una valigia.
Esiste qualcosa del genere (per quanto poco soddisfacente possa essere suonarla, lo ripeto, se l'alternativa e' non suonare...). Il fatto e', almeno nel mio caso, che quando sono all'estero ho paradossalmente piu' tempo libero che quando sono a casa. Perche' lavori le tue ore e poi praticamente non ti resta niente da fare.
Tu hai mai pensato di portarti dietro la chitarra o che ne so di noleggiarla se stai via 2 settimane?
Altre idee?
Ciao.
Magister+Divide et impera+Ars longa vita brevis
Caro bx03, forza e coraggio!
Come dire, ti capisco e ti sono vicino!
Tanti ottimi consigli, che prendo anche per me, e per questo li riassumo:
- Un buon maestro: guarda di trovarne uno che ti sappia dare una buona impostazione non tanto sullo strumento, ma nello studio (un buon metodo - un libro - non riesce a guardarti suonare e studiare, un buon insegnante ti vede e ti ascolta, ti corregge, ti aiuta a giudicarti da te e ti spinge a cercare come tu vuoi suonare...).
- Obiettivi: 2 settimane bastano per le mani, ma non per la testa - ed è la testa che suona, non le mani! Un movimento che non si è mai fatto prima - e a tempo - è difficile per la testa che deve controllare le mani: occorre dividerlo e farlo lentamente per "capirlo", ma poi occorre ripeterlo all'infinito per "fissarlo", per renderlo automatico. Più o meno tutti noi in un anno abbiamo imparato a camminare: prova a pensare prima di camminare o a stare seduto 2 settimane... se sei giovane non avrai bisogno del fisioterapista... ma qualche risata te la potresti anche fare.
- Più cose vuoi saper fare, più cose devi continuare a fare; quindi dopo averle fissate dovrai comunque continuare a dedicarle un minimo di tempo; altrimenti, quando serve, dovrai accettare di tornare a "fissarle" di nuovo.
Penso che ognuno di noi ci metta più o meno tempo, ma nessuno possa andare libero da questi meccanismi - quindi meglio prenderla allegramente e cercare di non fermarsi mai.
Ringrazio tutti per i consigli e la simpatia - di mio qui ci metto anche il suggerimento di andare a leggersi le dritte x lo studio sul sito di Begotti.
Ciao!!
...coetaneo co-problemi
Io sono sulla tua età e però credo di aver avuto il mio "apice" (sempre con i dovuti raporti :-)) proprio a 16/17 anni...attualmente sento che ero migliore in quel periodo e improvvisavo con maggiore padronanza e facilità. Così a posteriori posso assicurarti che (sarà un caso) ma era il periodo in cui studiavo anche 5 ore al giorno e sapevo (bene o male) a memoria circa 30 pezzi "seri" in ogni loro sfumatura o colpo di batteria....io penso sia quello il "segreto". Sapevo cosa faceva in una scala di lam il tal artista e quell'altro e in improvvisazione questo ti da una bella mano...ti da sicurezza. Anche se poi in improvvisazione non usavo quei riff lo ricordavo come "salvagente" in caso di necessità. In genere io memorizzo sulla stessa scala cosa fanno i miei artisti preferiti,nel senso: -Cosa fa jimi sul Lam?- ...perchè mi piace questa sequenza e quest'altra no? -Come divide il tempo e le battue? ..sono cose che ti servono più a ragionare mentre improvvisi che a suonare.
Avevo i miei riferimenti sulla tastiera,delle toniche per ogni scala su cui mi appoggiavo quando ero in "difficoltà" e da cui traevo tranquillità e sicurezza. Ora ,da circa 6 mesi (grazie anche a questo sito) sto riprendendo con passione a studiare ma soprattutto a suonare con metodo e costanza come prima....e i risultati li vedi proprio dopo riprendi lo strumento da 2/3 giorni di riposo,dopo che hai metabolizzato la cosa...non è istantaneo.
Dividi il tuo tempo in: 1 ora di studio ai 2 all'ora e mezz'ora di improvvisazione e divertimento...vedrai che porta i suoi frutti.
Re:...coetaneo co-problemi
ciao io sono un sedicenne che ormai non fa altro che suonare..!!cmq secondo me il modo migliore per arrivare alla VElOCITà, con movimenti puliti è avere un buon metodo di studio, comincia con l'impostazione della mano destra e sinitra, poi creati pattern di due o tre note ed'eseguili lentamente...i primi tempi sarà noioso, ma dopotutto non si diventa virtuosi dalla mattina alla sera..!! è importante ke la kitarra la tocchi tutti i giorni...!!!!
pochi esercizi ma buoni...
Ciao bx03,
io di anni ne ho 22 e quello che ti posso dire è che un'ora ( max 2 ) per la tecnica possono essere più che sufficienti. Io cerco di mantenermi sulle 5 - 6 ore al giorno per quel che riguarda metodi e parti scritte più un'ora e 1/2 per la tecnica pura. Per progredire in modo uniforme e veloce usa il metronomo. Personalmente le cose più utili penso che siano gli esercizi "matematici" e cromatici tipo quartine e terzine con tutte le combinazioni di dita e corde. Ex: 1234, 1243, 1324, 1342, 1423, 1432 per quello che rigurda le combinazioni di quartine che incominciano con il primo dito. Idem con le terzine... in tutto la combinazioni sono 24.
In realtà le cose da fare sono una marea ( legati, percussioni, allineamenti, sweep su scale e su arpeggi, arpeggi, skipping, permutazioni, tapping, controllo dinamiche, spostamenti di accento etc...) ma non si può fare tutto in un giorno, bisogna dividere il lavoro settimanalmente se il tempo non basta mai. Ciao spero di esserti stato utile
forza!!!
Guarda...l'unica cosa da avere è la costanza. se vuoi arrivare ti fare il c..o. Non c'è altro. Non ci sono scorciatoie o simili...è un duro lavoro.D'altronde, chi fa delle "scariche di note animali", si fa un mazzo quadrato per farlo, non si può pretendere ti arrivare a tanto senza un impegno costante nel tempo. Ce la puoi fare
Matusalemme ringrazia!
Ciao e grazie a tutti!
Sono rimasto davvero piacevolmente colpito dalle vostre numerose e "sentite" risposte.
Io vi ho parlato sinceramente ed ho ricevuto altrettante risposte dirette, bene!
Terro' ben presente molti consigli, in particolare cerchero' di suonare con costanza per lo meno 5 giorni alla settimana e per lo meno 1 ora (come minimo) al giorno.
Come avevo scritto nel post io suono da anni ma ho anche cambiato strumenti: sono arrivato all'ottavo anno di organo al conservatorio, ho fatto il corso inferiore di composizione, ho suonato il flauto traverso, ho suonato per anni la chitarra in un gruppo thrash. Insomma, un po' un minestrone. Ma del resto uno deve vivere quello che e', e io sono da questo punto di vista un po' un minestrone.
Non e' che non voglio focalizzarmi su qualcosa, e' che non posso!
Poi il lavoro e' qualcosa che a 16 anni non c'e': anche io ho cominciato a 16 anni, suonavo 4 ore al giorno e quando non suonavo passavo ore a pensare agli assoli delle canzoni che suonavo e li visualizzavo sulla tastiera (mi ricordo di aver imparato in questo modo l'assolo di "Victim of fate" degli Helloween. Ah, quanto tempo e' passato!
In effetti ho fatto + progressi in quell'anno che in tutto il resto della mia vita, tecnicamente parlando. Per il resto io sono un po' "fusion" nel senso che la mia grande esperienza nella musica classica mi condiziona molto (e per fortuna, senno' a cosa sarebbe servito suonare pianoforte, organo e dirigere cori?), pero' ora sento che ho bisogno della chitarra.
Esco da un periodo molto duro dal punto di vista umano (no, non mi ha lasciato la ragazza ;) ) e ho proprio voglia di tornare "on the road", ma voglio farlo con un po' di stile, senza "ruggine".
Quindi per rispondere a chi ha detto "che devo sapere cosa voglio"... Non e' facile, non sono monodimensionale, comunque in effetti hai ragione, chi troppo vuole nulla stringe. Per quanto riguarda i metodi, ho cercato di arraffarne qualcuno su ebay, in passato ho usato quello di Castellano e uno di Troy stetina (Speed mechanics for lead guitar), ma non li ho mai portati a termine...
Comunque grazie ancora per i vostri consigli... Mi sento meno solo. Buona musica a tutti!
Aggiungo
Prima di aggiungere altri commenti vorrei condividere con voi il mio attuale metodo di studio:
dopo alcuni minuti di riscaldamento faccio 20 minuti per la mano destra (circa meta' in palm muting e meta' no) in cui usando il metronomo cerco di fare diversi ritmi minimizzando l'uso della mano sinistra. Questo lo faccio attualmente ad un metronomo sui 144BPM circa al momento.
dopodiche' faccio vari esercizi (mescolando tutte le tecniche, e qui forse sbaglio, come piu' di uno di voi mi ha fatto notare) prendendoli da diversi libri/fotocopie. Probabilmente potrei provare a fare pochissimi esercizi ogni giorno e provare a variarli o a concentrarmi su poche note alla volta (il tutto per un'ora circa o poco piu').
Infine suono un po' quello che mi pare, magari impovvisando in solitudine.
Ultima cosa:
Incuriosito da un post sono andato nel sito di Begotti e mi sono letto (come penso molti di voi abbiano fatto) il capitolo "didattica", in particolare riporto i seguenti punti:
Per diventare veramente veloci, sono necessarie 6 ore al giorno per un minimo di 6 anni (sabati e domeniche e 1 mese di vacanza esclusi). Purtroppo però, studiando così tanta tecnica, non avrai più l'energia per studiare gli altri aspetti altrettanto importanti. Quindi, non è vero che la velocità non arriva. Semplicemente ci si aspetta che sia necessario meno tempo.
Si studia con una velocità superiore a quella con cui si fanno zero errori. Ed ecco la frase vecchia, trita e ritrita. Ormai l’hanno detta tutti i chitarristi più veloci del mondo. Ma la ripeto: nonsi studia piu' veloce della velocita' con la quale si fano zero errori (se sei interessato a questo argomento ti suggerisco di leggere: "Zot - L'elettrodo della velocità"). Se ci pensi bene questa filosofia inchioda il musicista, la maggior parte del tempo, tra i 90 e i 120 BPM anche se sei già velocissimo, perché “zero” errori non li fa mai. Giorni, mesi, anni adottando queste velocità: la verità è che questa è l’unica strada.
Qui parliamo di livelli di eccellenza, ovvero di uno che ha deciso di vivere grazie alla 6 corde (ed alla sua velocita')... Non so se sono pronto a questo sacrificio... mi si prospetta davanti una vita a 110 BPM pulito o a 180 BPM sporchissimo...
Del resto io 6 ore al giorno per 6 anni me le sogno, forse vivendo di rendita...
Ok, in ogni caso bisogna procedere per passi, sarebbe come dire ad un bambino al primo giorno di scuola elementare "nei prossimi 13 anni dovrai andare a scuola per almeno 5 ore al giorno e poi avrai la maturita'. Poi se vorrai, altri 5-6 anni all'universita' e ti daranno la laurea. Poi...". Si sparerebbe, no?
Bene, vi saluto nuovamente. Ciao a tutti!
Re:Aggiungo
Ti volevo fare una domanda: veloci si diventa comunque col tempo?? Mi spiego meglio, al di là della predisposizione che varia da individuo a individuo, fare i sedicesimi a 200 di metronomo, è alla portata di tutti (dopo anni o mesi di esercizi) o x qualcuno quella porta sarà sempre sbarrata?? E' una mia curiosità, e la domanda ovviamente è estesa a tutti gli accordiani.
Grazie.
<p>Che le valvole illuminino il vostro cammino....
Re:Aggiungo
Io ho scitto il post e quindi ho + domande che risposte. quello che comunque posso dirti e':
- 200BPM non sono alla portata di tutti
- se suoni la chitarra comunque sei per lo meno un po' predisposto, seno' magari non lo faresti
- 200BPM pulitissimi non sono comunque alla portata di tutti, oppure sono alla portata di tutti se tutti fanno 6 ore al giorno per 6 anni. Ma pochissimi (in percentuale rispetto al numero dei chitarristi esistenti) fanno e sono in grado di fare 6 ore al giorno per 6 anni
- oenso che 200BPM un po' sporchi siano alla portata di chiunque.
Ciao.
per favore basta...
ma possibile che tutte le settimane ci deve essere l'artcolo sulla tecnica? che palle!!!
prendi quella c... di chitarra, suona, e nn rompere i coglioni!!!!
Re:per favore basta...
tè sei un gran cafone. Non ti piace il post ? non leggerlo ! E' così semplice. Pirla !
juri
PS tira fuori le palle e almeno firma le tue risposte. Ri-pirla.
"per tutti il dolore degli altri è dolore a metà "
Re:per favore basta...
ciao Iuri! qui è il pirla che parla..o se preferisci il ri-pirla...
tu puoi scrivere i tuoi commenti coglioni dando del pirla alla gente?(cosa che io nn ho fatto nel mio commento!)
allora io scrivo i miei
se vuoi vedere i miei coglioni nn c'è problema..dammi il tuo indirizzo e ti mando una foto.. ma nn penso che ti piacciano!
il pirla!
Re:per favore basta...
"prendi quella c... di chitarra, suona, e nn rompere i coglioni!!!! "
e questa non sarebbe un'offesa ? prova a pensarci !
Ti ho detto cafone, è vero. Questo è quanto traspare del tuo primo intervento: maleducazione, cafonaggine. Vuoi esprimere la tuo opinione fallo in senso costruttivo, non sputando sentenze da dopo-aperitivo.
Ti ho detto pirla (anzi ri-pirla): nel senso milanese del termine ci stà tutto.
Quanto ai tuoi coglioni in fotografia, ti ringrazio ma di trash-stuff ne trovo a quintali sulla rete.
Ossequi alla signora.
Juri
PS ancora non sò il tuo nome....
"per tutti il dolore degli altri è dolore a metà "
Re:per favore basta...
1. "prendi quella c...di chitarra, suona e nn rompere i coglioni!"
come puoi leggere nn c'è niente di personale in ciò che ho scritto
2. io nn abito a milano, e del senso milanese del termine nn me ne frega niente!
3. "ossequi alla signora"
qui l'unico che offende, come al solito sei tu!
4. se nn capisci il senso dei miei messaggi, evita di rispondere
5. il mio nome è alessandro (dato che ci tieni tanto) ..e adesso dimmi cosa cambia?! tanto il nome di chi espone un'idea in un forum nn serve a niente, conta piuttosto l'idea!
o forse vuoi sapere anche dove abito per venirmi a dare una bella lezione?
Re:per favore basta...
cosa cazzo vuol dire che non cè niente di personale in quello che hai scritto. Per te l'offesa è solo ad personam e basta ?
Devi per forza scrivere 'Tizio è un coglione' per offenderlo ?
Se ti dico che già dal tuo primo post io mi sento offeso, te che dici ? Ti cambia qualcosa. Prova a riflettere. Il post parla di tecnica e passione per lo strumento. Argomenti troppo vasti per essere racchiusi nelle tue due frasi.
Ed io non mi devo sentire offeso ? mah , dimmi tu ...
Inoltre il sapere il tuo nome non mi cambia la vita. Ma a volte scriverlo aiuta gli altri a pensare che non si abbia a che fare con un 'anonimo codardo' (prima di offenderti cerca su accordo la questione 'anonimo codardo' ).
juri
Vuoi continuare la questione in privato , la mia email è sopra. Vedi tu.
"per tutti il dolore degli altri è dolore a metà "
Re:per favore basta...
per me la questione nn esiste proprio! quindi nn scaldarti tanto! ho altro da fare che stare a discutere su 'ste sciocchezze!
cmq il mio post significava questo: l'argomento in questione più che vasto è sterile! discutere nn serve a niente! l'unica cosa da fare è prendere in mano lo strumento, farsi meno domande e suonare! le cose (tecnica...) vengono da sole..
e con questo ho chiuso!
nn ho più voglia di discutere con te! stammi bene!
Ale
esperienza personale:curarsi con il blues.
Caro Bx,ti posso consigliare una cura molto efficace e che ho sperimentato con successo presso alcuni dei miei allievi :il blues!Prendi ad esempio un disco di BB King o,se preferisci qualcosa di piu' "power",di S.R.Vaughan o Johnny Winter,e cerca di copiare i fraseggi che piu' interessano cercando di capire come essi sono inseriti RITMICAMENTE nella canzone.Il passo successivo è quello di suonarli nel contesto che piu' ti piace,facendoli tuoi.Questa pratica favorisce molto lo sviluppo del senso melodico e ritmico di un chitarrista ed valido secondo me per qualsiasi genere.Il blues è alla base della chitarra rock e conoscerne le regole è fondamentale per avere un base solida su cui poter costruire le proprie fantasie musicali..del resto secondo me per questo si suona!La velocità è un colore,una sfumatura,l'obbiettivo è un'altro:cercare di esprimere la tua interiorità attraverso lo strumento.Oguno di noi è diverso dall'altro ed questa differenza che ci rende unici. Fammi sapere. CIAO Freddy. http://www.bluemaffia.com
Re:esperienza personale:curarsi con il blues.
Potrei provare, grazie del consiglio. In realta' una vera cura e' anche avere un progetto musicale attivo, per motivarsi. Da poco ho ripreso a suonare piu' assiduamente e motivarsi con un metodo o con un disco (blues o metal che sia) e' un po' pochino...
Suona il più possibile!!!
... davvero, non c'è un'altra soluzione comoda!!!!
Ho 26 anni, al momento ho la fortuna di poter suonare veramente tanto (a volte tocco il tetto delle famose 6 ore di cui si parlava prima, escluse prove col gruppo!!!), ed i progressi si vedono, anche se non istantaneamente...
Un consiglio: confrontati con altri, magari più bravi di te, innovativi, tutto quello che vuoi: ho cominciato da poco a prendere lezioni da William Stravato, e dopo ochissimo sono cambiato dal girono alla notte, un pò per merito suo, un pò solo per lo stimolo di vederlo fare quelle cose INAUDITE sulla tastiera!!
Re:per favore basta...
Ad ognuno le sue mestruazioni... E fai a meno di leggerlo, no? Saluti.
Re:per favore basta...
al massimo MASTURBAZIONI no mestruazioni.. eh eh ... comunque sì, a ognuno le sue.. ciao! G
Re:per favore basta...
Intendevo davvero mestruazioni... Tanto per cambiare! Comunque ciao.
Re:per favore basta...
Ciao bx03
Anke io ho il tuo stesso problema...invidio tutti quelli che sanno fare uno straccio di fraseggio a me sembra una cosa impossibile perkè ho la mano incollatissima e non ho in testa le parti melodiche...Ho 22 anni,una strato e mi ritrovo a saper suonare 4 accordi di merda,vorrei progredire ma non riesco a fare gli esercizi di tecnica,cioè mi scazzo dopo 5 minuti e per una o due ore mi metto a rifare sempre le solite canzoni.Cmq ora ho deciso di prenderla seriamente sperando ke cmq non sia troppo tardi(22 anni sono 22 anni e vedere gente ke a 16 ti rompe il culo non è bello),voglio andare da un maestro e vedere che cazzo sono capace di fare,oramai è una sfida con me stesso!!!
Ciao a tutti siete grandi!!!
la tua difficoltà è quella di tanti
e, comunque, non esiste una cura buona per ognuno. C'è poco da far, i miracoli non esistono e, quindi, se ti eserciti solo per un'ora al giorno i tuoi risultati saranno per forza di cose limitati (lo sperimento io sulla mia pelle, non credere).
Quanto alla mancanza di freschezza quando ci si mette sullo strumento, beh, non possiamo pretendere di avere la freschezza del sedicenne di cui sopra!
Però, con un po' di autodisciplina sono convinto che i risultati, sia pur limitati, arrivano.
1° - non affrettarsi subito a suonare i soliti quattro
lick che si conoscono appena le valvole comin-
ciano a far luce. E' un errore che fanno in molti
anche quelli bravi. Bisogna fare degli esercizi
di riscaldamento, iniziando lentamente anche
se normalmente li si esegue a velocità più
elevata. Basta un quarto d'ora, venti minuti.
Il classico 1234, 1243, 1342 etc. etc. va
benissimo 2° - il tempo va programmato, specie quando è
poco. In ogni caso io inserirei sempre una
parte di "divertimento", in cui non si eseguono
scale, cromatismi o arpeggi, bensì si imparano
i lick preferiti. Quello di imparare bene ogni
settimana un nuovo lick e farlo proprio è una
cosa gratificante e divertente. A poco a poco
ci si costruisce un piccolo bagaglio senza
nemmeno accorgersene 3° - lo studio della tecnica è fondamentale. In
questo ambito, a mio avviso, se non si ha la
pretesa di diventare professionisti, si possono
fare delle scelte. Possiamo privilegiare lo studio
dei legati e del tapping, ovvero quello del
plettro. Si può privilegiare un modo di suonare
più lineare, basato sulle scale più che sugli
arpeggi, e così via. Per forza di cose
saremo limitati, ma questo introduce il punto
4°.... 4° - chissenefotte!!! se sappiamo suonare solo le
cose che ci piacciono e le altre no. Presumo
che da 30 anni in su, se si era destinati
a diventare il nuovo VanHalen, beh, sarebbe
già successo, quindi, se si suona solo per
divertirsi, non bisogna stressarsi!!!
Metodi consigliati? io ho trovato molto efficace, ma va seguito con rigore, speed mechanics for electric guitar di Stetina. Ci sono poi i metodi della Lizard (quello di chitarra hard-rock e metal e di chitarra rock-blues sono fatti bene e divertenti), nonché il metodo di Castellano in VHS sulla chitarra ritmica...geniale!! eppoi, ascoltare musica e cercare di tirare giù tutto ciò che piace e che ci riesce, cercando la massima accuratezza in tutto ciò che si copia, anche se lo si dovesse eseguire a unquarantesimodellavelocità!!!!!!!!
Re:la tua difficoltà è quella di tanti
Sebbene il tuo commento sia l'ultimo di tanti, hai toccato un punto fondamentale: basta divertirsi. Certo, io suono e voglio ancora migliorare per divertimento, non ambisco (e sinceramente neanche non mi attira l'idea) di diventare un session man o un grandee chitarrista. A me basterebbe suonare bene le cose che voglio io, il tapping ad esempio non mi piace... Non lo imparo! O meglio, lo imparo malino, tanto per fare due note.
6 ore al giorno per 6 anni secondo me hanno senso soprattutto (ma non solo) se vuoi vivere di musica... Insomma il tempo e' denaro, un fa un investimento su se stesso. Secondo me se uno riesce a suonare 6 ore al giorno per 6,10,16 anni DEVE lasciare tutto e suonare, guai se fa un altro lavoro!
Al costo (o con il vantaggio) di dover lasciare il continente, via, andare, suonare (ovviamente questo e' provocatorio). Per quelli piu' standard come la maggiorparte di noi questo non vale, e bisognerebbe tenerlo presente altrimenti si rischia il peggio: zero divertimento e zero relazioni sociali (puo' andar bene per un po', ma non per 6,10,16 anni).
Un'ultima cosa riguardo al libro di Stetina che hai citato, anche io l'ho usato in passato, ma purtroppo l'ho prestato e l'ho perso. prima ho perso il CD, un paio di anni dopo anche il libro. Mi ricordo che affrontava in maniera originale lo studio, insistendo sul discorso distanza delle dita dalla tastiera proporzionale alla velocita' ottenibile, sul "practice in bursts" (ovvero portare a velocita' folli una serie di 4-5 note in un lick, partendo da 2 note e poi introducendo sempre piu' note). Pero' non mi ricordo come erano gli esercizi. Mi ricordo che lo sweep picking ad esempio era coperto in pochissime riche. Era un libro che voleva piu' dare un metodo che dare degli esercizi, mi ricordo bene?
Bene, comunque possiamo forse concludere questa lunghissima discussione dicendo che per la gente media che vuole divertirsi suonando bene (nel senso di molto bene ma non divinamente) un'ora/un'ora e mezza con COSTANZA puo' essere un OTTIMO compromesso?
Ciao.
Re:la tua difficoltà è quella di tanti
Si, direi che la possiamo chiudere qui. Se ti può far piacere riavere a che fare con il metodo di Stetina e con altri, mandami una mail...vediamo cosa si può fare... ciao.
Re:la tua difficoltà è quella di tanti
Ehm, scusa... Come faccio a contattarti? Il mio e-mail comunque ce l'hai cliccando sul mio nick all'inizio di tutta la discussione. Ciao.
per bx03
mi sembra troppo approssimativo dire che lo psicologo ti abbia detto "fai quello che ti piace", sicuramente ti avrà detto un sacco di altre cose... Non si puo parlare di tutto su un forum, il tuo problema sicuramente non riguarda la sola tecnica chitarristica ma avrà altre sorgenti, il fatto di averne parlato è un buon punto di partenza ma non basta... a buon intenditore poche parole...
ciao!
mi permetto di darti qualche consiglio,magari qualcuno è già stato scritto (se è così siglnifica che è un consiglio da seguire :p)
prima cosa: avere COSTANZA, anche se fai 10 minuti al giorno cerca di sfruttarli al meglio,non cazzeggiare,se un giorno hai poco tempo fai l'esercizio che il giorno prima ti usciva peggio o che ti creava più problemi,rallentandolo o cercando di metabolizzare i movimenti della mano con una cadenza molto lenta.
poi: usa sempre il METRONOMO, se vuoi costruire la tecnica è fondamentale :) , parti sempre da tempi lenti e fai ogni esercizio almeno 10 volte di seguito senza pause...se non fai errori(sia di diteggiature sia di tempo sia di suono) aumenta il tempo di poco....se fai un errore (ripeto :UN errore) ricomincia con lo stesso tempo....se ogni volta fai l'errore e non riesci a fare l'esercizio per 10 volte abbassa il tempo.
tre: fai sempre il MINIMO SFORZO e un MOVIMENTO MINIMO,non premere troppo i tasti(suonano anche se pigi poco) facendo poca pressione le mani sono più fluide e rilassate...inoltre cerca sempre di staccare le dita che non usi tenendole il più vicino possibile alla corda (il problema qui sarà il mignolo)
quattro: fai sempre poche note alla volta (4 massimo) quando non ti riesce una frase o un esercizio....ripetendo solo le note o i passaggi (brevi) che non ti riescono hai una più alta possibilità di farli meglio (esempio: se devi fare 1 frase di 8 note di cui le prime 4 fai perfette e le ultime 4 non riesci a farle perchè troppo veloci o con diteggiatura difficile ripeti queste ultime 4 solamente (prima a tempo più bassi poi aumentando il tempo); se fai tutte le 8 note perdi tempo...se le fai 100 volte pensa a quante volte,nello stesso tempo, faresti le 4 note che non ti riescono 200)con un margine doppio di miglioramento :) [la teoria dei "piccoli passi" è stata per me molto utile .....è presa dal film "tutte le manie di bob, con bill murray :p]
infine: usa sempre un buon metodo[io uso quelli di troy stetina...molto validi per la tecnica] o un bravo maestro( mi raccomando cerca un maestro che ti insegni ciò che vuoi imparare! se sei un malato di tecnica cercane uno che ti insegni bene quella! è l'unico modo per continuare ad amare lo strumento quando sei frustrato e deluso per i pochi miglioramenti).
questi sono gli accorgimenti che uso io...spero ti possano servire :) ciao
fai tecnica e basta